L’Italia conferma il suo sostegno «alla sicurezza dell’Ucraina», ma escludendo «l’impiego di truppe italiane sul terreno». Gli altri due princìpi ribaditi dal governo italiano, nella riunione dei Volenterosi che si è tenuta ieri a Parigi, sono la «volontarietà» della coalizione multinazionale che si sta formando, pronta ad arrivare in terra ucraina non appena ci sarà il cessate il fuoco (ma non ci saranno soldati italiani), e il «rispetto delle procedure costituzionali per le decisioni a sostegno dell’Ucraina in caso di futuro attacco». Per quanto riguarda, invece, la Groenlandia, l’Italia è totalmente allineata ai Paesi europei che ne difendono la sovranità rispetto alle mire esplicite di Donald Trump. Questo, in sintesi, il bilancio del vertice di Parigi visto dal governo italiano e da Giorgia Meloni, impegnata in una giornata piuttosto intensa.
Di mattina, infatti, ha fatto visita all’ospedale Niguarda di Milano, dove sono ricoverati i ragazzi sopravvissuti all’incendio di Cras-Montana, quindi è volata a Parigi per raggiungere i leader della coalizione dei Volonterosi.
La riunione, a cui hanno partecipato una trentina di leader occidentali e due emissari americani, Steve Witkoff e Jared Kushner, è durata poco meno di tre ore. Meloni è arrivata a riunione già iniziata. Ha evitato dichiarazioni sia all’arrivo sia all’uscita. E non ha partecipato alla conferenza stampa finale, dove invece c’erano il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro britannico, Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, Volodymyr Zelensky e i due emissari americani.
PUNTI DI CONVERGENZA
La posizione del governo italiano è stata affidata a una nota di Palazzo Chigi in cui si parla di incontro «costruttivo e concreto, che ha permesso di confermare un alto livello di convergenza tra Ucraina, Stati Uniti, Europa e altri partner». Uno dei punti di convergenza riguarda l’idea, da tempo suggerita dall’Italia, di affinare «garanzie di sicurezza» per l’Ucraina ispirandosi all’articolo 5 dell’Alleanza Atlantica.
TUTTE LE GARANZIE
Garanzie, continua la nota, che «faranno parte di un pacchetto più ampio di intese», ma da adottare, si specifica, «in stretto raccordo con Washington per assicurare la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina, anche attraverso un efficace e articolato meccanismo di monitoraggio dell’auspicato cessate il fuoco e un rafforzamento delle forze militari ucraine». Si ribadisce, poi, la convinzione di tutti sulla necessità di «mantenere alta la pressione collettiva sulla Russia».
La diversità di vedute, tra l’Italia e il gruppo di testa della coalizione (Francia, Gran Bretagna, Germania), arriva in fondo alla nota, dove si ribadisce «l’esclusione dell’impiego di truppe italiane sul terreno», laddove invece Francia e Gran Bretagna hanno già deciso di formare «hub militari», la «volontarietà della partecipazione delle Nazioni della Coalizione alla Forza multinazionale» e «il rispetto delle procedure costituzionali per le decisioni a sostegno dell’Ucraina in caso di futuro attacco». Un passaggio, quest’ultimo, su cui Meloni ha molto insistito. Nella dichiarazione finale firmata da tutti i leader, infatti, si parla di «impegni vincolanti a sostenere l’Ucraina in caso di un futuro attacco armato da parte della Russia al fine di ripristinare la pace». Vincolanti sì ma nel rispetto della Costituzione italiana, è la precisazione del governo italiano.
A margine dell’incontro si è parlato anche del Venezuela e della Groenlandia. E se sul primo dossier la premier è stata tra i primi leader europei a schierarsi, pur con alcune precisazioni, con Donald Trump, definendo «legittima» l’operazione americana, sulla Groenlandia ha sposato la linea europea, firmando una dichiarazione in cui si ribadisce che i confini della Groenlandia sono inviolabili. Posizione, quest’ultima, ieri ribadita anche dai ministri degli Esteri di Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia, che in un comunicato hanno ripetuto come «le questioni riguardanti la Danimarca e la Groenlandia spettano esclusivamente alla Danimarca e alla Groenlandia».
I SIMBOLI CONTANO
La premier, raccontano i suoi, ha parlato «con tutti», compreso il presidente francese. I fotografi l’hanno immortalata mentre si intratteneva, a latere del vertice, con i negoziatori americani, Steve Witkoff e Jared Kushner, insieme al presidente finlandese Alexander Stubb. Un dettaglio simbolico della posizione che Meloni cerca di tenere, ossia quella di fare da pontiere tra Europa e Stati Uniti. Mantenendo, però, sul dopoguerra in Ucraina, una posizione differente da quella di Francia, Gran Bretagna e Germania.
Nel frattempo, la presidente del Consiglio Meloni ha incassato una buona notizia per quanto riguarda gli agricoltori italiani. Da Bruxelles è arrivato l’annuncio della numero uno della Commissione, Ursula von der Leyen, di maggiori fondi per le politiche agricole da garantire con il prossimo bilancio europeo.




