Oggi è il giorno X per l’insediamento di Antonio Decaro, unico tra i presidenti eletti durante l’ultima tornata delle regionali a non essersi ancora insediato. Lasciando che il suo padrino, e futuro assessore e king maker, Michele Emiliano, continuasse a fare il bello e cattivo tempo fino all’ultimo giorno. Da oggi l’ex governatore, ma sempre pm, sarà l’assessore allo sviluppo economico (o meglio alle crisi industriali) della Regione Puglia. E il presidente Decaro continuerà a farsi dettare la linea rimanendo il suo delfino. Nonostante la sceneggiata fatta in campagna elettorale quando, per raccimolare qualche voto in più, con Emiliano al minimo storico per via della crisi Ilva e degli scandali che hanno coinvolto i suoi fedelissimi accusati a vario titolo di tangenti e scambio politico mafiosi, Decaro lo aveva voluto fuori dalle liste.
Una presa in giro per gli elettori che hanno dato fiducia a Decaro per quella sua presa di distanza da Emiliano, e che ora se lo ritroveranno uomo forte della nuova giunta regionale. Per intercessione di Elly Schlein in persona, che è stata eletta segretario del Pd con la mozione anti cacicchi, e ora ne è diventata paladina. Il Partito Democratico avrà l’opa sul nuovo esecutivo con almeno cinque assessori su dieci. Mentre si dovrà aspettare ancora per la proclamazione degli eletti al consiglio regionale, sommerso dai ricorsi degli esclusi, tra cui l’assessore uscente Gianfranco Lopane.
Antonio Decaro, l'ultimo disastro del centrosinistra: perché non riesce a formare la giunta
Mentre il Veneto targato Alberto Stefani ha già cominciato a lavorare e Roberto Fico spera di chiudere la compos...Nel frattempo, mentre Decaro prosegue la sua campagna emozionale permanente, tra un pianto e un tuffo a mare, la situazione economica della regione Puglia è disastrosa: meno diecimila occupati e oltre un milione di abitanti in meno. L’allarme emerge dal report annuale 2025 di Aforisma. «La Puglia dell’economia è interessata da un problema di desertificazione che non è solamente demografica. C’è una riduzione costante di imprese ad alta specializzazione produttiva. Ovvero quelle che presentano un maggior valore aggiunto in termini di creazione della ricchezza. Questo è un elemento che va gestito per effettuare scelte consapevoli». Davide Stasi, responsabile degli studi dell’osservatorio economico di Aforisma, spiega ciò che il territorio dovrà affrontare nei prossimi mesi. Si parte con il volume delle vendite estere generate dai territori.
La Puglia - è scritto nel documento - rappresenta il 20 per cento delle esportazioni meridionali, ossia più di un quinto del totale. Ma da gennaio a settembre scorsi il volume dell'export è calato di quasi un punto percentuale. «Il dato è preoccupante: mentre Bari registra una leggera crescita (più 458 occupati pari allo 0,1 per cento)- è indicato dall’approfondimento - tutte le altre province mostrano segnali di decrescita occupazionale. Lecce perde 3.637 posti di lavoro (meno 1,75 per cento), Foggia 5.030 (meno 3 per cento), Taranto 303 (meno 0,22 per cento) e Brindisi 1.486 (meno 1,53 per cento). Nel complesso, la Puglia ha “bruciato” 9.998 posti di lavoro nel confronto fra il settembre 2025 e il dicembre 2024».
Oltre Ilva, l’esempio più clamoroso è quello di Natuzzi, il leader dei divani, che nonostante i miliardi pubblici ricevuti i questi anni, ha annunciato 500 licenziamenti e la chiusura degli stabilimenti di Altamura e Santeramo. Ma ora Michele Emiliano assessore allo Sviluppo di Decaro tornerà a far brillare la Puglia che lui stesso ha precipitato.




