Mentre il presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni incontra a Bruxelles il cancelliere federale tedesco Friedrich Merz, per un bilaterale prima dell'inizio dei lavori del Consiglio europeo informale, in Italia Giuseppe Conte va a Dritto a rovescio, il talk del giovedì sera di Rete 4 condotto da Paolo Del Debbio, e spara a zero sulla premier con tempismo perlomeno rivedibile e qualche argomento come minimo "pretestuoso".
"Dobbiamo mettere insieme" l'Unione europea e l'Alleanza atlantica "perché altrimenti ci stiamo avviando al declino del vecchio ordine mondiale, non c'è la aurora di un nuovo ordine mondiale e precipitiamo nel caos più totale", avverte il presidente del Movimento 5 stelle.
"Bisogna, secondo me, creare una sorta di conferenza, summit, Europa e Stati Uniti. L'Europa, la prima cosa che non deve fare, l'errore più grave, è dividersi, perché se si approccia a gli Stati Uniti come è stato fatto, purtroppo nel tentativo ciascuno di guardare al suo cortile, alla propria area domestica, siamo tutti morti. E lo dico senza polemica. Se in Europa noi oggi avessimo avuto 27 Giorgia Meloni, Trump avrebbe già preso la Groenlandia, perché la linea di Giorgia Meloni, la completa acquiescenza per non scontentare Trump, è pericolosa. Se non ci fossero stati Macron e Starmer che tengono il punto, la Groenlandia sarebbe già persa", aggiunge l'ex premier ignorando volutamente le parole pronunciate da Meloni a Seoul pochi giorni fa, quando aveva definito "un errore" le minacce di Trump sulla Groenlandia ma allo stesso tempo aveva sottolineato i messaggi equivoci inviati dall'Europa, invitando tutti a recuperare "il dialogo".
Conte ha anche parlato dello stato non facile delle opposizioni e del cosiddetto "campo largo": "Per il Movimento, ma le altre forze progressiste faranno altrettanto, partirà un programma di ascolto per elaborare un programma di governo progressista. Creeremo tra i 100 e i 200 punti di confronto democratico in tutta Italia. Una rivoluzione. Dopo l'ascolto e il coinvolgimento, ma non sto parlando solo di iscritti, parleremo con tutti i cittadini, porteremo il risultato di questo confronto poi al tavolo con le altre forze progressiste. Dobbiamo poi definire il programma da lì e un attimo dopo vedremo chi è il candidato più accreditato, più convincente per tutti per competere con, immagino a questo punto, Meloni e cioè con le forze di centrodestra. Oggi a tavolino chi dice: 'No, dovete scegliere riunendovi con una segreteria dei partiti', chi dice 'In questo momento dovete applicare questo criterio, quest'altro criterio' - ce ne sono diversi - vuole il male del campo largo cosiddetto".
Le primarie per la leadership? "È un criterio che io non escludo, ma io non escludo nessun criterio. Avete accennato a qualche sondaggio che mi vede 'favorito', ma potranno essercene decine e decine di sondaggi. Si tratterà di valutare a tempo debito, in quel momento, valutando ovviamente tutti gli elementi che abbiamo, chi è il candidato che può andare a competere, ma per vincere e per costruire in modo solido, realizzare un progetto progressista di governo".




