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Ciclone Harry, contro Meloni usano pure il maltempo: "Piove, governo ladro"

Fa impressione come, quando si tratta di dare addosso al governo, la sinistra tutta, che litiga su quasi tutto il resto, trovi una unità
di Corrado Oconevenerdì 23 gennaio 2026
Ciclone Harry, contro Meloni usano pure il maltempo: "Piove, governo ladro"

3' di lettura

“Piove, governo ladro”. La rivista “Pasquino” già agli albori del nostro Stato nazionale, nel 1861, aveva messo alla berlina, con questa espressione diventata poi popolare, il vizio patrio di attribuire al potere del momento anche ciò che, come il tempo, non dipende dagli uomini ma solo dal creatore. Oggi la sinistra italiana, nell’accusare il governo di Giorgia Meloni dei danni causati dal maltempo al Sud, ci induce ad aggiornare quella “pasquinata” in un “se piove la colpa è del governo a trazione trumpiana”. Che è poi l’espressione usata da Sinistra Italiana e Verdi, in un comunicato a firma del Portavoce Angelo Bonelli, per far ricadere la responsabilità dei danni causati dal ciclone Harry (“un miliardo di euro in un solo giorno tra Sicilia e Calabria”) a chi avrebbe sabotato le politiche green e sul cambiamento climatico, che, secondo lor signori, sarebbero stata la panacea contro ogni devastazione. Col sottinteso implicito che un governo di sinistra, aderendo senza se e se ma a quelle politiche, avrebbe facilmente arginato le ire di Zeus pluvio.

Fa impressione come, quando si tratta di dare addosso al governo, la sinistra tutta, che litiga su quasi tutto il resto, trovi una unità. Con Montale si potrebbe ripetere: “Solo questo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”. Stupenda frase se esce dalla penna di un poeta che riflette sulla condizione umana, ma sinceramente assurda per chi fa politica e dovrebbe fare anche qualche proposta. Per onestà intellettuale, va però osservato che qualche idea, in questo caso, la sinistra l’ha avuta, ma più che di proposte realistiche si tratta di slogan e di eccentrici collegamenti mentali.

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Slogan è sicuramente l’esortazione a “mettere in sicurezza il territorio”. Affermazione vuota, banale, soprattutto se non corredata da due avvertenze. Da una parte, occorre considerare che queste politiche fanno vedere i loro risultati dopo tanti anni e consistono in interventi precisi e quasi chirurgici sul territorio e non in politiche dirigistiche ed ideologiche su macroscala, come era il New Green Deal (almeno nella sua prima formulazione), che, come insegna la storia e conferma la teoria, causano effetti indesiderati e opposti rispetto alle intenzioni di chi le propone (dando per scontata la buonafede degli stessi). Dall’altra, non si può dimenticare che questi interventi sono stati per tanti anni trascurati proprio dai governi e dalle amministrazioni locali di sinistra (il caso dell’Emilia Romagna è da questo punto di vista emblematico), che quindi non ha certo le carte in regola per parlare ed indignarsi.
Ma ecco poi la genialata, gli indebiti collegamenti, in cui si trova d’accordo anche il Partito Democratico per dichiarazione della segretaria Schlein: per mettere in sicurezza l’Italia il governo utilizzi i fondi per costruire il Ponte di Messina. Che è come mettere insieme capre e cavoli. Il Ponte, come si sa, è una sorta di spettro oscuro per tutte le forze di opposizione che, sedicenti progressiste ma in realtà conservatrici, hanno in odio tutto ciò che possa contribuire a modernizzare e sviluppare i collegamenti sul territorio.

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Anche in questo caso non considerando che gli attuali traghettamenti fra Scilla e Cariddi non solo rallentano i collegamenti e l’economia, ma hanno grossi e negativi impatti inquinanti proprio su quell’ambiente che si dice di voler preservare. A chiudere il cerchio non poteva mancare il Movimento Cinque Stelle che, in un’ottica meridionalistica, per bocca della senatrice Aloisio, accusa il governo di pensare solo al Nord dimenticando il Sud. Anche in questo astraendo dal fatto che il Sud è in buona parte governato dalla sinistra e che il Ponte di Messina non si trova certo sopra la linea del Garigliano. Ma tant’è! L’ideologia è più forte dell’aderenza al principio di realtà. Accusare il governo del maltempo è forse rassicurante, ma è deresponsabilizzante. È giunto il momento di rimboccarsi le maniche non di alimentare l’assurdo teatrino di certa politica.

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