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Giorgia Meloni e l'angelo? "Siamo tornati al fascismo": pagliacciata sinistra

di Alessandro Gonzatodomenica 1 febbraio 2026
Giorgia Meloni e l'angelo? "Siamo tornati al fascismo": pagliacciata sinistra

3' di lettura

È un angelo ma non è Bonelli, sennò sarebbe stato l’angelo dell’Apocalisse e avrebbe annunciato il prosciugamento dell’Adige, lo spegnimento immediato dei caloriferi, il razionamento dell’acqua calda nelle docce, la candidatura di Soumahoro e della Salis, santa patrona delle case altrui. Questo è un altro angelo. Il volto ricorda quello della Meloni.

La premier, in un “post”, ha ironizzato: «No, decisamente non somiglio a un angelo», messaggio seguito da una faccina che ride, un “emoticon”. L’angelo è un affresco restaurato nella basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma. Regge un cartiglio con disegnato lo stivale, non di Soumahoro ma l’Italia, e fronteggia un altro angelo che porge la corona a Umberto II in esilio. Il restauratore, l’85enne Bruno Valentinetti, ha spiegato che ha ripristinato il volto «che c’era prima, 25 anni fa». «Alle polemiche», ha aggiunto, «rispondo che sono tutte invenzioni». Vedremo cosa emergerà.

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LITANIE
Intanto le polemiche, e non serve lo Spirito Santo per capirlo, sono della sinistra, la quale di nuovo ha messo in scena uno spettacolo tragicomico e profano. I primi a lanciare anatemi sono stati i parlamentari grillini delle commissioni Cultura (non è un ossimoro): «Abbiamo appreso questa mattina, da un articolo su un quotidiano (Repubblica, ndr), del restauro della basilica in cui un angelo è stato raffigurato col volto simile a quello della premier Meloni. Una notizia che ci ha lasciato allibiti», prosegue la nota, «e che se confermata richiederebbe l’intervento immediato del ministero della Cultura. Oltre a una verifica», sono andati avanti i contiani, «è necessario che vengano accertate le responsabilità e in che modo si siano svolti i lavori. Non si può permettere che l’arte e la cultura (ambiti in cui i 5Stelle eccellono, ndr) rischino di diventare strumento di propaganda o altro ancora, a prescindere dal fatto che il volto raffigurato sia quello della presidente del Consiglio». Poi, sui social, è intervenuto Giuseppe Conte, devotissimo a Padre Pio: «Pare sia apparso il volto di Meloni in un affresco. Quel che mi preoccupa» ora arriva la battuta – «è che nel frattempo è sparito il “decreto bollette” annunciato ogni mese dal governo come imminente. Chi l’ha visto?», ma non si riferisce all’islamico Hannoun.

C’è spazio anche per un comunicato stampa di Alessandra Maiorino, pasionaria delle cause perse, e ne diamo conto perché è sempre uno spasso: «La notizia ci lascia interdetti». Sulla pagina social di Atreju, la festa di Fratelli d’Italia, si ride di gusto: «Ovunque proteggici», e sopra c’è l’immagine dell’angelo. Tra i commenti più divertenti, e non escludiamo che sia opera di un esponente dell’opposizione sotto mentite spoglie, si nota un «Ora la Meloni riferisca in parlamento».

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IL DUCE
Filiberto Zaratti, che è un deputato di Avs, è invece avvelenato: «Siamo basiti e increduli, chiediamo che il ministro della Cultura Alessandro Giuli verifichi e nel caso si attivi subito con le soprintendenze per rimuovere l’immagine». Il bello viene adesso: «Se tutto fosse confermato ci troveremmo davanti a un gigante e inaccettabile esempio di culto della personalità come non se ne vedeva dai tempi del fascismo».

Giusto: poteva mancare il pelatone? Attenzione, irrompe Manzi, però non è il maestro bensì Irene, onorevole del Pd: «Quanto emerso non è accettabile. Il patrimonio culturale italiano non può essere piegato a letture improprie né tantomeno trasformato attraverso operazioni che ne compromettano l’autenticità e il valore storico. Indipendentemente dal fatto che si tratti del volto della Meloni». Uscita la notizia dell’angelo somigliante alla Meloni si è intensificato il viavai di curiosi. Tanti sono rimasti delusi perché speravano fosse Bonelli. Oremus...

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