Elisabetta Gualmini, europarlamentare del Pd, ha annunciato la sua uscita dal partito con una decisione "sofferta ma convinta", maturata per le crescenti divisioni con la linea politica della segretaria Elly Schlein. Il passaggio al gruppo Azione è ormai dato per scontato e verrà ufficializzato lunedì prossimo in una conferenza stampa a Bruxelles.
Gualmini aderirà al gruppo Renew Europe (i liberali europei), che ha già fatto sapere di valutare positivamente una eventuale richiesta formale. Diventerà così la prima eletta italiana nel gruppo, mentre la delegazione Pd nel Pse perderà il primato numerico, scendendo a quota 20 eurodeputati (pari a quella spagnola). Il suo debutto con la nuova formazione è previsto nella plenaria di metà marzo.L’uscita di Gualmini non è un caso isolato nell’ala riformista del Pd.
Nelle ultime settimane però, come sottolinea ilFoglio, si registra un crescente malcontento e un attivismo particolare da parte di Graziano Delrio, ex ministro dei Trasporti. Delrio ha cenato con Matteo Renzi a Roma, mantiene ottimi rapporti con Italia Viva e si sta interrogando sul proprio spazio in un Pd dove la segreteria tende a delegittimare posizioni moderate (come emerso nelle tensioni sul ddl contro l’antisemitismo).Parallelamente, si intravede un possibile movimento opposto: il deputato di Azione Matteo Richetti appare sempre più in rotta con Carlo Calenda, accusato di guardare troppo a destra. Sul territorio modenese, Richetti ha preso posizioni vicine al sindaco Pd Massimo Mezzetti e al presidente della provincia Fabio Braglia su alcune vicende locali (ammanchi Fondazione di Modena), in netto contrasto con la linea nazionale di Azione.




