«Carmelo Cinturrino è un delinquente», così il numero uno della Polizia, Vittorio Pisani, ha commentato l’arresto per omicidio volontario dell’assistente capo in servizio al commissariato milanese di via Mecenate. Autorevoli esponenti del centrodestra, all’indomani della morte dello spacciatore Abderrahim Mansouri, ucciso dall’agente con un colpo di pistola alla tempia, quando ancora non si conoscevano le dinamiche dei fatti, tra la divisa e il pregiudicato, si erano schierati con la prima. Avevano creduto alla versione dell’esponente delle forze dell’ordine e oggi vengono messi alla sbarra dalla sinistra, come se fossero loro gli assassini. Noi non ci stiamo. Non amiamo i giustizieri, beninteso, e per questo ci sentiamo prima feriti e poi traditi dal vicecomandante Cinturrino, se il quadro accusatorio, davvero inquietante, dovesse essere confermato. Questo però non ci fa perdere la fiducia nelle divise. Una mela marcia non è un buon motivo per iniziare a picconare il tronco dell’albero. Non intacca le radici. Siamo per la presunzione d’innocenza e apprezziamo che un governo, sarebbe bello qualsiasi governo e di qualsiasi colore, nel dubbio si schieri con le forze dell’ordine. Salvo poi « punire con la massima severità chi non si dimostra degno della fiducia. Per questo non possiamo che stigmatizzare la sinistra, che alla notizia dell’arresto di ieri ha stappato bottiglie di champagne, cogliendone il pretesto per attaccare il governo e accompagnando alle critiche una buona dose di menzogne. Dovrebbe essere un giorno di lutto nazionale e non l’occasione di una festa di partito quello in cui si scopre che, cito Pisani, un tutore dell’ordine è un farabutto.
SCUDO PENALE
L’opposizione adesso sta tentando di usare il caso Cinturrino per costringere il governo a ritirare lo scudo penale per gli agenti contenuto nel decreto sicurezza. Se la norma fosse già in vigore, il vicecomandante non sarebbe stato arrestato, sostengono i sinistri. Non è vero. Lo scudo penale non è garanzia di impunità, non cancella la responsabilità penale, non impedisce alla Procura di fare gli accertamenti del caso, non blocca i processi se emergono elementi di reato. Semplicemente, stabilisce che l’iscrizione nel registro degli indagati degli agenti, ma in realtà di ogni cittadino, non è un atto dovuto, se esistono elementi che rendono evidente che questi ha agito per legittima difesa o facendo un uso appropriato delle armi. Fino all’arresto di ieri, la sinistra era stata per lo più zitta sull’omicidio di Mansouri, con qualche flebile voce che si era levata in difesa dello spacciatore. Non lo ha fatto per rispetto del lavoro della magistratura, come va dicendo in giro adesso. Lo ha fatto perché nelle sue file, e lo si è visto bene anche dopo il corteo violento di Askatasuna a Torino, il 31 gennaio scorso, c’è una diffidenza strutturale nel lavoro delle forze dell’ordine. Ritiene che difenderle non sia popolare presso una parte non minima del proprio elettorato. Perché le divise sono di destra, reazionarie per definizione. Dare loro potere è l’anticamera del regime.
Rogoredo, arrestato l'agente Cinturrino: "Omicidio volontario"
Svolta nell’indagine sulla morte di Abderrahim Mansouri: è stato arrestato l’agente Carmelo Cinturrin...Noi non siamo d’accordo. Il caso di Rogoredo ci ferisce e ci indigna, ma le forze dell’ordine sono il presidio e la difesa della democrazia e dei cittadini, non una minaccia alla libertà. E vanno sostenute soprattutto quando c’è qualcuno che, dal loro interno, ne macchia l’onorabilità. Invece, di questo passo, a sentire certe dichiarazioni, non ci stupiremmo se qualcuno, prossimamente dai banchi dell’opposizione si alzerà per dire “Cinturrino voterà Sì al referendum sulla giustizia”. Non è un paradosso, qualcosa di molto simile è già stato sostenuto.




