In questi giorni di alta tensione e una guerra in corso, Giorgia Meloni ribadisce che "la nostra priorità è la messa in sicurezza le decine di migliaia di italiani che sono nell'area: militari, diplomatici, cittadini in transito. Dare assistenza a chi è rimasto bloccato. Abbiamo organizzato i primi convogli, cerchiamo di farli partire da aeroporti sicuri". Intervistata da Rtl 102.5, la presidente del Consiglio non può nascondere di essere "ovviamente preoccupata per le possibili ripercussioni sull'Italia: stiamo lavorando su tutti questi fronti, intanto siamo in continuo contatto con i principali alleati, con i leader del Medio Oriente. Siamo impegnati soprattutto su tre fronti, lavoriamo sul piano diplomatico anche attraverso questi contatti per capire se ci siano i margini per una ripresa del negoziato per il nucleare iraniano. Obiettivo che però, dal mio punto di vista, è impossibile se l'Iran non smette di attaccare i Paesi vicini e i paesi del Golfo".
Per questo "dobbiamo impedire che la speculazione faccia esplodere i prezzi dell'energia e degli alimentari e ci stiamo lavorando", "sono pronta ad aumentare le tasse sulle aziende che speculano". In ogni caso "voglio dire che non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra". Intanto "la Francia parlava molto da molto tempo della sua capacità di dissuasione nucleare come di un ombrello che può proteggere anche il resto d'Europa" ma "per quello che riguarda il tema dell'autonomia strategica europea, penso che valga la pena di specificare che in nessun caso la Francia intende mettere sotto controllo europeo il suo arsenale nucleare". "Macron - prosegue - ha ribadito che l'utilizzo del nucleare francese rimarrebbe sotto l'esclusiva decisione del presidente francese" ma un dibattito molto più ampio non può non tenere conto delle garanzie che già esistono in ambito NATO: noi facciamo parte dell'Alleanza Atlantica, quindi la nostra cornice rimane sempre l'Alleanza Atlantica. Non si tratta di rendere l'ombrello nucleare francese europeo, si tratta di mantenerlo francese".
Tornando all'Italia, è iniziato il conto alla rovescia: il 22 e il 23 marzo gli italiani sono chiamati a esprimersi sul referendum sulla Giustizia. A riguardo la leader di Fratelli d'Italia tiene a ricordare che "c'è bisogno di cambiare perché la giustizia è uno dei tre poteri fondamentali che servono per far camminare l'Italia ed è quello che in 80 anni non siamo mai riusciti a riformare in modo sostanziale. Se la giustizia non funziona adeguatamente, il meccanismo che serve a far camminare questa nazione si inceppa". Insomma, "riformare la giustizia è fondamentale per rendere questa nazione moderna: il paradosso è che non ci si è mai riusciti, e penso che se non ci riusciamo stavolta non avremo un'altra occasione".
Da qui il messaggio: "È importante la mobilitazione dei cittadini, noi la nostra parte l'abbiamo fatta. Noi c'eravamo presi un impegno con i cittadini a fare riforma, e oggi serve un referendum. Ai cittadini, che sono d'accordo, che so essere la maggioranza: devono spendere cinque minuti del loro tempo per andare a mettere una croce. Se non si è disposti a fare questo, è difficile poi lamentarsi di quello che non funziona in Italia". Le opposizioni sostengono che il governo intenda controllare la magistratura attraverso la riforma Nordio "perché non possono dire la verità. Loro vogliono controllare la magistratura e noi stiamo facendo una riforma che impedisce alla politica, di qualsiasi estrazione, di controllare la magistratura". Il premier non ha dubbi sul fatto che "il fronte del 'No' ha oggettive difficoltà a dire la verità", dal momento che "molti esponenti" di tale fronte "hanno sostenuto in passato il sorteggio del CSM" e "la separazione delle carriere". Anche sulla legge elettorale, è una "bufala" quella secondo cui la legge elettorale attualmente in cantiere serva "a far vincere il centrodestra". Il motivo? Tale legge "è proporzionale. Governa chi prende un voto in più, solo che chiunque prenda un voto in più" riceve anche "un premio di governabilità, perché la cosa più importante, almeno per me, è dare stabilità a questa nazione".
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Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzion...E sui contrasti con Sergio Mattarella, Meloni parla di "totale fantascienza, sono stata a parlare anche ieri col Presidente Mattarella in questa delicata situazione internazionale, abbiamo condiviso le stesse preoccupazioni, come spesso accade. Mi pare che ci sia sempre un tentativo di creare delle divaricazioni che però io non vedo nel mio quotidiano, posso sempre contare sulla presenza del Presidente della Repubblica, che è molto prezioso, particolarmente in una fase come questa". E ancora: "Questo continuo tentativo di creare delle divergenze sia studiato per interessi di alcuni, che però non sono né miei, né presumo quelli del Presidente della Repubblica". Eppure, nonostante Meloni sia stata più che esaustiva a riguardo, il Pd non ha mancato di fare polemica: "Una riunione per discutere della linea da tenere in vista delle comunicazioni dei ministri Crosetto e Tajani "anticipate dalla premier Meloni con una dichiarazione abbastanza esaustiva a Non Stop News. Evidentemente il Parlamento è meno rilevante di una emittente radiofonica", commenta la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga, aprendo i lavori dell'assemblea congiunta dei gruppi Pd.




