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Referendum, Giorgia Meloni: "Magistratura inefficiente, conseguenze drammatiche per i cittadini"

lunedì 16 marzo 2026
Referendum, Giorgia Meloni: "Magistratura inefficiente, conseguenze drammatiche per i cittadini"

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"La giustizia è uno dei tre poteri fondamentali dello Stato, ed è indispensabile per far camminare l'Italia. Ma se la giustizia è lenta, inefficiente e ingiusta, allora tutta la macchina si inceppa e le conseguenze le pagano i cittadini". Giorgia Meloni, in vista del referendum del 22 e 23 marzo, spiega così le ragioni per cui votare sì. Ragioni che riguardano "tutti i cittadini, non solo coloro che hanno avuto direttamente a che fare con la giustizia. Perché i magistrati decidono su tantissimi aspetti della nostra vita quotidiana, come la sicurezza, l'immigrazione, il lavoro, la salute e la libertà personale. È un potere enorme, ma è anche l'unico potere a cui non corrisponde quasi mai un'adeguata responsabilità".

Intervistata da Il Dubbio, la premier ricorda che "se un magistrato sbaglia o non fa il proprio dovere, nella maggior parte dei casi non accade nulla. E quel magistrato può fare anche carriera. E chi ne pagale conseguenze? I cittadini, le famiglie e le imprese di questa nazione. Ecco perché è necessario andare a votare, e votare Sì, perché è arrivato il tempo di correggere queste storture, profonde e strutturali. In questi ottant'anni di storia repubblicana abbiamo riformato il Parlamento, il Governo, la Pubblica amministrazione, le Regioni e moltissimi altri ambiti della società italiana, tranne la giustizia, che è rimasta sempre identica a se stessa".

Il risultato? "Sotto gli occhi di tutti: la magistratura ha perso molta della sua efficacia, con le drammatiche conseguenze che i cittadini conoscono bene. L'obiettivo di questa riforma - prosegue Meloni - è rendere la giustizia più moderna, giusta, responsabile e libera. Libera dai condizionamenti della politica, e da quelle degenerazioni correntizie che hanno compromessola credibilità, il prestigio e l'autorevolezza della magistratura. Ecco perché ai cittadini dico di non restare a guardare. E di andare a votare, e votare sì, per aprire una pagina nuova per la giustizia e perla nostra nazione". 

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E a chi contesta la volontà di mettere mano alla Costituzione, il presidente del Consiglio tiene a sottolineare che "i governi passano, i partiti pure, ma la Costituzione rimane e incide sulla vita di tutti. Questa riforma non è di destra né di sinistra. È una riforma di semplice e puro buonsenso, e non è affatto un caso che molti dei punti che prevede - dalla separazione delle carriere al sorteggio per il Csm - siano stati proposti in passato da chi oggi li contesta con tanto impeto, col solo obiettivo di attaccare politicamente il governo. Ma la verità è che questa riforma è una riforma giusta e che riguarda la vita di tutti, la nostra libertà e i nostri diritti". "Noi - aggiunge - non vogliamo punire nessuno, e non accetto che qualcuno lo sostenga. È un'accusa strumentale, di chi non ha argomenti di merito per contestare la riforma. Io ho iniziato a far politica seguendo l'esempio di Paolo Borsellino, e ho sempre nutrito massimo rispetto per il lavoro che i magistrati fanno ogni giorno per contrastare il crimine e garantire ai cittadini libertà e sicurezza. E il fatto che questa riforma sia convintamente sostenuta da moltissimi magistrati in servizio, fra i quali Procuratori della Repubblica e Presidenti di sezione di Cassazione, conferma nel modo più evidente che non è fatta contro i magistrati o contro qualcuno, ma che è invece per tutti i magistrati e, con loro, per tutti i cittadini". In caso di vittoria del sì "nei giorni immediatamente successivi farò avviare a Palazzo Chigi un tavolo con i rappresentanti dei magistrati e dell'avvocatura in modo da raccogliere proposte e suggerimenti per scrivere le norme di attuazione, che saranno importanti quanto la stessa riforma".

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