Sul referendum "non temo nessun tipo di contraccolpo, l'unico che temo è che chiaramente se la riforma non passa saranno gli italiani a pagarlo, non lo paga il governo". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervistata al Tg1, ribadendo che "ho già detto che non mi dimetterò". È una riforma che "discutiamo da qualche decennio ma nessuno era riuscito a fare. Se non riusciamo a cambiare in Italia quello che non funziona adeguatamente non cresceremo mai".
Di questa campagna sul referendum sulla giustizia "mi è dispiaciuto vedere molte persone autorevoli, dover diffondere notizie false per convincere le persone a votare no. E mi è dispiaciuto che si sia riusciti a stare poco nel merito, perché c'è stato un tentativo di politicizzazione di questa campagna elettorale. Secondo me è totalmente sbagliato, perché la riforma non è né di destra né di sinistra, tant'è che alcune cose che prevede sono state proposte in passato anche da chi oggi è nel fronte del no. Questo sicuramente mi è dispiaciuto. Dopodiché penso che gli italiani debbano andare a votare guardando al merito della riforma, che davvero incide sul loro futuro".
Intanto il governo sta prendendo provvedimenti per far fronte al caro carburanti. "Combattiamo la speculazione e abbassiamo immediatamente il prezzo. Siamo intervenuti oggi in Consiglio dei ministri - ha proseguito - con un decreto che riguarda il prezzo del carburante, la priorità in questo momento. Siamo intervenuti con 3 misure. Di fatto noi tagliamo 25 centesimi al litro, introduciamo un credito d'imposta per gli autotrasportatori, perché non vogliamo che l'aumento del prezzo si trasferisca sui beni di consumo, e diamo vita a un meccanismo anti speculazione che di fatto lega il prezzo del carburante all'andamento reale del prezzo del petrolio, introducendo delle sanzioni per chi dovesse discostarsi".




