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Meloni-Santanchè, il retroscena: la telefonata di fuoco, poi la nota

mercoledì 25 marzo 2026
Meloni-Santanchè, il retroscena: la telefonata di fuoco, poi la nota

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Dopo la pesante sconfitta al referendum, Giorgia Meloni decide di avviare un profondo cambio di fase nel governo e nel partito, chiedendo le dimissioni di figure considerate “anelli deboli” per via delle inchieste pendenti.  La premier accelera anche sul ministro del Turismo Daniela Santanchè, ritenuta ormai una “mina vagante”.

Fino a quel momento Meloni l’aveva sempre difesa, ma dopo il voto decide di non attendere oltre l’esito delle indagini e di chiedere un passo indietro immediato, per lo stesso motivo applicato a Delmastro e Bartolozzi: evitare ogni ombra che possa esporre il governo a nuovi attacchi e dimostrare coerenza con il principio “chi sbaglia paga”.Santanchè però non ci sta e oppone una resistenza durissima.

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A questo punto Meloni è costretta a uno scontro diretto. Secondo quanto riporta ilMessaggero, parte la telefonata di fuoco con la ministra.  Nella conversazione il clima è tesissimo. Santanchè non indietreggia di un millimetro, arriva a minacciare di “tirarsi dietro tutto il governo” e conferma tutti gli impegni istituzionali dei giorni successivi, dichiarando che continuerà a svolgere il suo ruolo.  La telefonata si conclude senza accordo. Meloni, di fronte a questo muro, decide di rendere pubblico il pressing con una nota di Palazzo Chigi in cui, dopo aver apprezzato le dimissioni già avvenute di Delmastro e Bartolozzi, “auspica che sulla medesima linea di sensibilità istituzionale” anche Santanchè compia la stessa scelta.  Si apre così un inedito braccio di ferro dagli esiti del tutto imprevedibili. 

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