La guerra nel Golfo tra USA e Iran ed il coinvolgimento dei Paesi che gravitano intorno allo stretto di Hormuz ha ripercussioni in Italia sulle preferenze di voto, all’indomani anche del viaggio di Giorgia Meloni in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi per cercare un dialogo?
Di questo si è discusso anche nell’ultima puntata di Quarta Repubblica, talk di approfondimento di Rete4 condotto da Nicola Porro. E la sinistra sbianca nel vedere che, anche in questo momento di forte crisi, i dati dei sondaggi premiano il governo. Lo sottolinea anche Francesco Verderami, editorialista del Corriere: “Con un risultato più netto, quello del referendum che ha messo insieme da Askatasuna a Pierferdinando Casini, hanno disaggregato i dati nella sede del Partito Democratico e risulta che, nonostante quel divario che esiste, si arriverebbe ad un pareggio in un ramo del Parlamento”.
Giuseppe Conte "pronto a trattare". La sua vera strategia, cosa filtra sondaggi
Mentre buona parte del Pd è angosciata dal fatto di avere come leader Elly Schlein, e atterrita dalla prospettiva...Ad oggi Fratelli d’Italia resta il partito leader con il 29,1% delle preferenze e seguito, molto più in basso, da Forza Italia (9%) e Lega (7,2%) e infine da Noi Moderati (0,9%). All’opposizione, invece, il Pd comanda le file con il suo 22,2%, seguito dal 13% del Movimento 5 Stelle e dal 6,3% di Alleanza, Verdi e Sinistra. Più giù Italia Viva (2,3%) e +Europa (1,4%). Nonostante, dunque, crisi energetiche, economiche, guerre internazionali la tendenza è abbastanza chiara: il centrodestra partirebbe favorito, soprattutto grazie alla sua maggiore compattezza rispetto all’opposizione, impelagata tra le giravolte di Conte e i nervosismi di Schlein. Lo conferma anche Alessandro Sallusti: “Conte aspira a tornare premier, ma al momento è un socio di minoranza che comanda un socio di maggioranza e questo è contro natura, prima che politica. Se così accadesse durerebbe lo spazio di pochi mesi, così come è durata pochi mesi negli esperimenti precedenti”.




