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Meloni alla Camera, la diretta. Attacco a Report e sinistra:"Palata di fango, da voi niente lezioni"

giovedì 9 aprile 2026
Meloni alla Camera, la diretta. Attacco a Report e sinistra:"Palata di fango, da voi niente lezioni"

11' di lettura

Alle 9 alla Camera comincia l'informativa della premier Giorgia Meloni. In aula interverranno i "big" della maggioranza e i leader delle forze di opposizione. Risultano infatti iscritti a parlare per FdI il responsabile organizzazione Giovanni Donzelli, per Lega e FI i rispettivi capigruppo, Riccardo Molinari e Paolo Barelli, e il leader di Noi moderati Maurizio Lupi. Per le opposizioni sono iscritti a parlare la segretaria del Pd Elly Schlein, il leader di M5s Giuseppe Conte, Angelo Bonelli di Avs, il segretario di Più Europa Riccardo Magi e i capigruppo di Iv Maria Elena Boschi e di Azione Matteo Richetti. Qui di seguito la diretta della giornata:

"Da anni guardano alla Cina, la sinistra si accontentava di un tweet" - "È innegabile che stiamo vivendo un momento di particolare difficoltà nei rapporti tra l'Europa e gli Stati Uniti, ma è altrettanto innegabile che l'attuale Amministrazione americana ha accelerato un percorso che era stato ampiamente preannunciato dalle amministrazioni precedenti, tanto repubblicane quanto democratiche: distogliere progressivamente lo sguardo dall'Europa per dedicarsi alla competizione globale con la Cina, scegliendo quindi l'Indo-Pacifico come quadrante geostrategico prioritario". Quella intrapresa da Washington è "una traiettoria chiara che le leadership europee del recente passato hanno lungamente, e a mio avviso colpevolmente, preferito non cogliere. Comprese quelle che governavano in Italia, e che si accontentavano di una pacca sulla spalla o di un tweet di endorsement quando formavano un nuovo governo".

"Il primo maggio il Cdm approverà il piano casa" - Il primo maggio il Cdm approverà il piano casa "con l'obiettivo di rendere disponibili oltre cento mila case nei prossimi dieci anni a prezzi calmierati". "In vista della ricorrenza del 1° maggio, il Consiglio dei ministri approverà finalmente i provvedimenti necessari per realizzare in Italia quel vasto Piano casa a cui stiamo lavorando da tempo. Un piano robusto, strutturale, che ha come obiettivo rendere disponibili, tra alloggi popolari e a prezzi calmierati, oltre 100mila case nei prossimi dieci anni". 

"Meno sbarchi e più rimpatri, meno morti nel Mediterraneo" - "Sul fronte immigrazione abbiamo mantenuto le promesse: sbarchi ridotti, rimpatri aumentati e morti nel Mediterraneo sensibilmente diminuite. Abbiamo siglato accordi internazionali prima inesistenti e rafforzato il controllo delle frontiere, combattendo i trafficanti di esseri umani. Oggi l'Europa intera ha cambiato approccio grazie all'Italia, con liste dei Paesi sicuri e hub per i rimpatri come quello Italia-Albania".

La mafia e Report, "palata di fango. Niente lezioni" - "Non accetto che i miei sacrifici vengano strumentalizzati per interessi politici". Meloni risponde nuovamente a Report e alle polemiche nate sulla sua presunta vicinanza a un esponente della criminalità organizzata. "Si parla di mio padre, morto da anni, che non vedo da quando avevo undici anni. Voglio che la commissione antimafia si occupi di infiltrazioni reali, non di propaganda". Meloni ha ricordato i risultati concreti del governo: "Abbiamo messo in sicurezza l'ergastolo ostativo, salvato il carcere duro, catturato oltre 130 latitanti, eseguito più di 300 maxioperazioni, confiscato beni per 7,2 miliardi di euro e restituito alla collettività oltre diciottomila beni". "Combatto la Mafia fin da ragazzina - insiste la premier - e continuerò fino al mio ultimo respiro, senza se e senza ma". La presidente del Consiglio ha poi sottolineato l'impegno sulle iniziative legislative: "Sosterremo la proposta di legge per togliere la potestà genitoriale ai boss mafiosi. La lotta alla criminalità organizzata non è propaganda: è un dovere dello Stato e riguarda tutti noi". 

"Polemiche anche sulla mia missione nel Golfo, non mi abbasso al loro livello" - Perfino sulla missione nei Paesi del Golfo "l'opposizione è riuscita a polemizzare, definendo la missione una 'passerella', o addirittura una 'fuga' da presunti problemi del Governo e della maggioranza. Non voglio abbassarmi a questo livello di polemica, soprattutto se a farla sono parlamentari che scrivono post indignati sui social mentre si trovano in vacanza in località esotiche".

"Se la crisi in Iran peggiora sospendere il Patto di stabilità" - "Se ci sarà una nuova recrudescenza" del conflitto in Iran "dovremo porci seriamente il tema di una risposta europea non dissimile per approccio e strumenti da quella messa in campo per la pandemia. In quel caso non dovrebbe ed essere un tabù ragionare sulla possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita: non una deroga per singolo Stato membro ma un provvedimento generalizzato". 

"Ci metto la faccia", e da FdI parte la standing ovation - Standing ovation e lungo applauso dal gruppo di Fratelli d'Italia dopo il passaggio dell'informativa in Aula alla Camera in cui la premier Giorgia Meloni ha detto: "io non scappo dai problemi, ci metto la faccia".

"Da Schlein menzogna su aumento precarietà" - "Da giorni Elly Schlein ripete in televisione che è aumentata la precarietà, solo che questa è una menzogna verificabile e quando si mente è perché si ha paura della verità. La verità è con il centrodestra è aumentato il lavoro stabile e diminuito il precariato, la sinistra lo diceva la destra lo ha fatto". 

"Sigonella, rispettati gli accordi" - "L'Italia non ha condiviso né partecipato all'operazione militare in Iran", ribadisce Meloni sottolineando come la posizione italiana sia emersa "in tutta la sua concretezza con la vicenda di Sigonella". In quell'occasione, ha spiegato, l'Italia "si è attenuta scrupolosamente alla lettera dei trattati e degli accordi che regolano i rapporti con gli Stati Uniti", respingendo le accuse di subalternità e parlando di "propaganda a buon mercato" circolata nelle ultime settimane.

"L'Occidente sulle gambe di Ue e Usa" - "Ciò che definiamo Occidente si poggia su due gambe: la gamba europea e la gamba nordamericana. Se le due gambe non si muovono nella stessa direzione, l'Occidente è destinato alla paralisi e, in ultima analisi, all'irrilevanza". Meloni ribadisce la necessità di rafforzare l'unità tra Europa e Stati Uniti. "Siamo testardamente occidentali", ha aggiunto, sottolineando che solo un Occidente unito può mantenere un ruolo centrale nello scenario globale. La premier ha quindi richiamato l'importanza di lavorare per "tenere insieme le due sponde dell'Atlantico" e rafforzare la Nato, indicata come "strumento geostrategico e militare imprescindibile", all'interno del quale l'Europa è chiamata ad assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza. Meloni ha infine rivendicato un rapporto con Washington basato anche sulla chiarezza nelle divergenze, citando i dissensi espressi in passato su dazi, Afghanistan, Groenlandia e Ucraina: "Tra alleati bisogna dire con chiarezza anche quando non si è d'accordo", ha concluso.

"Energia, è mio dovere fare tutto il possibile" - Di fronte al rischio dello choc energetico "è preciso dovere del presidente del Consiglio fare tutto il possibile per assicurare ai cittadini energia sufficiente" a prezzi contenuti.

"Quando si dice stare con l'Ue si intende stare con la sinistra e dividerla?" - "Approfitto per chiedere a mia volta qualche chiarimento. Perché la posizione italiana, nella crisi iraniana, è stata esattamente la stessa dei principali paesi europei. Allora mi chiedo, e vi chiedo, se quando si dice che dobbiamo stare con l'Europa si intenda davvero l'Europa, o si intenda piuttosto la sinistra europea, anche quando questo significa dividere l'Europa".

"Condanniamo con fermezza qualsiasi forma di violazione del cessate il fuoco" - L'Italia condanna con fermezza qualsiasi forma di violazione del cessate il fuoco. Lo ha sottolineato Meloni riferendosi alla situazione in Iran e Medio Oriente. "Cessazione permanente delle ostilità, cessazione degli attacchi verso i Paesi del Golfo, cessazione delle operazioni militari in Libano; rinuncia dell'Iran al proprio programma nucleare e alla costante minaccia nei confronti dei vicini regionali e oltre; pieno ripristino della libertà di circolazione nello Stretto di Hormuz, che non deve essere soggetta a nessuna forma di restrizione, come invece sembra essere accaduto nelle ultime ore".

Meloni si rivolge a Schlein - Rispetto al rapporto tra l'Italia, l'Europa e gli Usa "mi verrebbe da dire, prendendo a prestito una frase cara all'onorevole Schlein, che noi siamo testardamente unitari. E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti che stanno insieme da molto molto tempo. Siamo testardamente occidentali". "Siamo 'testardamente occidentali' -  conclude Meloni - perché solo se l'Occidente è unito può essere una forza capace di dire la propria sul palcoscenico del mondo. E perché senza quella unità, noi, non altri, saremmo più deboli". 

"L'Europa non può fallire questo banco di prova" - "La storia e l'Europa è chiamata a non fallire questo banco di prova. E, per farlo, deve saper adeguare la sua strategia a un mondo che cambia alla velocità della luce, anteponendo il principio di realtà alle sovrastrutture burocratiche e ai dogmi ideologici. È in questa ottica che va visto il nostro impegno incessante a Bruxelles per il sostegno alla competitività, per la semplificazione burocratica, per una transizione verde che sia realistica e non ideologica, per una autonomia strategica bilanciata che riduca gradualmente le nostre dipendenze. E per una capacità di difesa che non ci faccia dipendere dai nostri alleati americani, come invece, evidentemente, propongono coloro che si scagliano contro maggiori investimenti sulla sicurezza. Per rendere l'Europa più forte, più efficace, più rapida, più pragmatica, più concentrata sui problemi dei cittadini e sulle sfide reali che il mondo intorno a noi pone. Questa è la nostra parte di responsabilità. Ovvero, prima di aspettarci qualcosa dagli altri, proviamo a occuparci davvero di noi stessi". 

"Alchimie di palazzo distanti anni luce da noi" - "Ho letto bizzarre ricostruzioni sulle conseguenze del voto, di dimissioni del governo, di rimpasti, di fase due. Sono alchimie di palazzo di un mondo caro ad altre maggioranze, altri partiti, un mondo distante anni luce da noi e in cui non intendiamo far ripiombare Italia". 

"Subalterna a Trump? La posizione italiana è la stessa da 80 anni" - "La collocazione internazionale dell'Italia non l'ha inventata questo governo, ma è la stessa da circa 80 anni a questa parte. Lo dico per rispondere già prima che vada in scena l'ormai scontato ritornello sulla subalternità della sottoscritta al presidente americano Trump o quello ancora più scontato dal titolo 'la Meloni scelga tra Trump e l'Europa'". 

"Ho anteposto la Nazione al partito" - "Nei giorni scorsi ho chiesto un passo indietro ad alcuni membri del Governo che pure, nell’esercizio delle loro deleghe, avevano lavorato bene. Non sono state scelte semplici né indolori, a maggior ragione per noi che rimaniamo saldamente garantisti, ma abbiamo voluto ancora una volta anteporre l’interesse della Nazione a quello di partito. Perché non abbiamo tempo da perdere in polemiche infinite e pretestuose, che nulla hanno a che fare con l’azione di Governo, e che finiscono per oscurarla. Che spostano il dibattito dalle soluzioni necessarie per i cittadini, alle polemiche utili per i partiti". 

"L'opposizione dimostri di essere in grado di rappresentare un'alternativa di governo" - "Gli italiani hanno diritto di conoscere le diverse proposte in campo, perché al Governo spetta l'onere e l'onore di governare ma all'opposizione spetterebbe anche di dimostrare anche di essere in grado di rappresentare un'alternativa di governo. Così funziona e dovrebbe funzionare una moderna democrazia dell'alternanza". 

"Non potete cavarvela dicendo che è tutta colpa mia" - "Lo scenario" internazionale "non consente più a nessuno di cavarsela dicendo è tutta colpa della Meloni, finanche l'aumento del corto mondiale del petrolio".

"Con extra-dazi a Hormuz conseguenze economiche imponderabili" - Serve il "pieno ripristino della libertà di circolazione nello stretto di Hormuz che non deve essere soggetta a nessuna forma di restrizione come invece sembra accaduto nelle ultime ore: rimane uno dei punti più critici in fase di attuazione dell'accordo perché se l'Iran dovesse ottenere la facoltà di applicare extradazi ai transiti nello stretto questo potrebbe ancora portare a conseguenze economiche imponderabili".

"Fiducia mai venuta meno, grazie ai miei vice" - Questo governo ha "una fiducia che non è mai venuta meno grazie a una maggioranza solida di cui vado fiera, così come voglio ringraziare i ministri a partire dai vicepremier Salvini e Tajani che sono orgogliosa di avere al mio fianco". 

"Restituita all'Italia stabilità nonostante il momento" - "Non c’è alcuna ripartenza da fare, posto che il governo non si è mai fermato e da giorni lavora, come si è visto, per scongiurare le conseguenze della crisi internazionale e per mettere a terra altri provvedimenti. E non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre linee programmatiche sono da sempre scritte nel programma di governo. Non c’è alcuna intenzione di fare un rimpasto, perché con tutti i limiti che abbiamo, questo rimane il governo che – nonostante si sia trovato a gestire la peggiore congiuntura degli ultimi decenni – ha restituito all’Italia stabilità politica, credibilità internazionale, serietà nella gestione delle risorse, e fondamentali economici decisamente migliori di quelli che aveva negli anni passati". 

"Mai ipotesi dimissioni, governo avanti fino all'ultimo giorno" - "Ci siamo presi l'impegno di governare per 5 anni ed è esattamente quello che faremo. Non importa quanto sarà difficile, siamo troppo responsabili per far ripiombare l'Italia nell'incertezza. Il governo c'è, nel pieno delle sue funzioni, determinato a fare del suo meglio fino all'ultimo giorno del suo mandato fino a quando non si farà nelle urne un nuovo governo, non nel palazzo. Non scapperemo, non indietreggeremo, non faremo pagare ai cittadini il prezzo dei soliti giochi di palazzo. Governeremo come fanno le persone serie e in pace con la propria coscienza".

"Vi sfido a un dibattito nel merito" - "Vi sfido a un dibattito sulla vera politica e nel merito" delle questioni sul tavolo. Così la premier si rivolge alle opposizioni. "Gli italiani hanno il diritto di conoscere le proposte in campo".

"Non abbandonare il cantiere della riforma della giustizia, collaboriamo" - "L'auspicio che formulo è che il cantiere di questa riforma non venga abbandonato come probabilmente qualcuno si augura, perché i problemi sul tappeto rimangono e abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete, coraggiose ed efficaci, possibilmente in un clima di collaborazione non certo contro la magistratura ma a favore di una magistratura libera da condizionamenti politici e ideologici". 

"No a rimpasto o fase due, il governo non si è mai fermato" - "Si continua a parlare di rimpasti, fase due, alchimie di palazzo, un mondo distante anni luce da noi. Non c'è alcuna ripartenza da fare, posto che il governo non si è mai fermato. Non c'è alcuna intenzione di fare un rimpasto", ribadisce la premier. 

"La nostra coscienza è a posto, perché la riforma costituzionale della giustizia era uno degli impegni presi con gli italiani in campagna elettorale e lo abbiamo fatto una volta al governo, perché è questo il modo in cui concepiamo la politica: onorare il significato profondo della parola responsabilità". 

"Importante il confronto con il Parlamento" - "Voglio ringraziare il Parlamento per questa opportunità, considero importante il confronto con le Camere a seguito dell'esito".

"Persa una grande occasione" - "L'Italia ha visto una grande partecipazione democratica con un esito chiaro - esordisce Meloni riferendosi al referendum sulla giustizia e alla vittoria del No -, e noi rispettiamo sempre il giudizio degli italiani: rimane il rammarico per aver perso una occasione a nostro avviso storica, perché la riforma della giustizia rimane una necessità, e non sono solo io a dirlo. Il mio auspicio è che il cantiere di quella riforma non venga abbandonato perché i problemi sotto il tappeto rimangono". 

Schein e Conte all'assalto - La segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, ed il presidente del Movimento cinque stelle, Giuseppe Conte, sono tra gli iscritti a parlare, nell'Aula della Camera, nell'ambito del dibattito sull'informativa della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sull'azione di governo. Per la maggioranza interverranno, tra gli altri, i capigruppo di Forza Italia e Lega, Paolo Barelli e Riccardo Molinari, ed il presidente di Noi moderati, Maurizio Lupi.