Ignazio La Russa non le manda a dire. Alla presentazione del libro "Il rogo di Primavalle – Orribili quegli anni", il presidente del Senato si interroga sui motivi che spingono alcune persone ad alimentare il clima di odio. "Ho capito perché ce l'hanno con me - esordisce -. Come mai che improvvisamente Report si occupa di me continuamente e il Fatto Quotidiano... Ci sono due motivi: il primo lo individuo nel fatto che partendo dai fratelli Mattei, Ramelli ma anche di sinistra come Fausto e Iaio, ho cercato di far un percorso di pacificazione e rispetto dell'avversario, il rispetto dell'avversario" che "per i neo comunisti non esiste".
Di quegli anni, ha aggiunto del "racconto rimane per esempio una cosa che ora hanno capito tutti: La barbarie dei fratelli Mattei. Rimangono le prove inconfutabili dell'odio. Rimane la necessità di una pacificazione, di chinare rispettosamente la testa verso coloro che in quegli anni, di qualunque parte politica fossero, hanno perso la vita. E questo è uno sforzo che ho cercato di fare, ancora di più da quando sono presidente del Senato".
Eppure, "più ci provo e più si agita l'odio nei miei confronti". Insomma, per La Russa "non è un problema ideologico. È l'opportunismo politico che fa di ogni argomento politico una cosa su cui montare sopra. C'era una lotta tra chi voleva esprimere liberamente le sue opinioni e chi voleva imporre pervicacemente una visione della storia a senso unico. Contro questo siamo ancora qui e se eravamo in pochi a chiamare patria l'Italia, oggi siamo la maggioranza".