"Serve una riflessione", ammonisce minacciosa Giorgia Meloni rivolgendosi alla sua maggioranza. Pochi minuti prima, il centrodestra ha incassato un pesante stop sulla nuova legge elettorale: alla Camera l'emendamento di Fratelli d'Italia per reintrodurre le preferenze è stato bocciato per un voto. Decisivi i "franchi tiratori" tra gli alleati, numeri alla mano 31.
"Un numero enorme, allora questo fa intendere che non è un fatto politico, tanto è vero che in alcune votazioni precedenti non era successo nulla", spiega Alessandro Sallusti, direttore di Libero, ospite di 4 di Sera su Rete 4. "Ha vinto la palude", ha commentato a caldo la premier, e in Transatlantico gira martedì sera un sospetto diventato questa mattina una certezza: a voltare le spalle al presidente del Consiglio sono state le donne di Lega e Forza Italia, oltre ai vannacciani.
"Questo emendamento - conferma Sallusti - andava a toccare in maniera secondo loro negativa l'eleggibilità delle donne, quindi questo è un voto di sfiducia delle donne del centro-destra, la dico in maniera un po' semplicistica e forse approssimativa". Di fronte a questo "numero talmente alto, visto che tutti i partiti della coalizione si erano dichiarati favorevoli a questo emendamento", riepiloga Sallusti, "può essere che dentro ogni gruppo ce ne siano uno o due".
Sul tavolo, conclude il direttore, c'è il problema della alternanza di genere. E mentre Schlein e Conte invocano già la crisi di governo e il ritorno alle urne, Meloni sta già meditando una riscossa. Per ora c'è una sola certezza: la leader di FdI non ha alcuna intenzione di vivacchiare e aspettare la scadenza "naturale" della legislatura senza lottare.
Legge elettorale: governo battuto per un voto sulle preferenze
— 4 di sera (@4disera) July 14, 2026
Il commento di Alessandro Sallusti a #4disera News pic.twitter.com/lLWDWFgcMr




