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La crociata Pd contro i brani su Duce e Silvio

Musica, parodie, libertà di esperessione e apologia di fascismo: tutto finisce nel grande calderone della sinistra
di Andrea Muzzolonvenerdì 28 agosto 2026
La crociata Pd contro i brani su Duce e Silvio

2' di lettura

Lo so, il rischio è di diventare ripetitivi. Ma Silvio ci aveva preso in pieno e, in questi casi, è difficile non rievocare le sue parole: «Non sapete nemmeno scherzare». E sì, il soggetto sono sempre loro: i grigi esponenti del Pd a cui dev’essere andata di traverso la salamella della festa patronale di Trino (Vercelli). I dem, infatti, hanno individuato due nuove nemesi: “Everybody viva el duche”, canzone-parodia creata con l’intelligenza artificiale che da mesi spopola sui social e Dj Matrix, star della dance italiana, che si è esibito suonando la sua hit “Quando c’era Silvio”.

Brani sul Duce e Berlusconi? Neppure nei peggiori incubi sudati dei compagni. E così, neanche il tempo di schiacciare play, che è subito “allarme democratico”. «I saluti romani, gli inni al Duce e i cori nostalgici hanno trasformato un momento di ritrovo in un’offesa alla storia democratica e antifascista della nostra terra e del nostro Paese», ha denunciato il segretario del Pd in Piemonte, Domenico Rossi.

Il ritorno delle camicie nere sarebbe stato ordito, nientepopodimeno, che da un giostraio: dalla sua playlist è infatti partita “Everybody viva el duche”, canzone a cui deve aver risposto qualche ragazzino presente. Ma dal Pd non ci sentono: «Non c’è alcun richiamo alla libertà di espressione che possa legittimare l’apologia del ventennio e la rievocazione di una dittatura». Chissà se pensano la stessa riguardo ai giovani del Pd di Roma, che su Instagram hanno celebrato i 100 anni di Fidel Castro. Loro, sì, per ragioni politiche. Ma si sa, peggio del Duce per la sinistra c’è solo un uomo: Silvio Berlusconi. La vera kryptonite di chi in tasca ha la tessera di Pd o Avs. Il ritornello del pezzo di Dj Matrix dev’essere stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso... «Ma quando c’era Silviooo... Si stava molto megliooo...».
Troppo per loro. E il dj ha aggiunto anche il carico da novanta a cui sarebbero seguite «parole inqualificabili» alla festa. «Ha chiesto se ci fossero comunisti nella piazza e quando qualcuno ha alzato la mano ha annunciato che avrebbe dedicato la canzone a loro. È quindi partito il coro “chi non salta comunista è”», riferiscono dal Pd. Fa già abbastanza ridere così, inutile continuare...