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Ultravioletta a Reazione a catena, "ritiratevi": esplode la rivolta

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Stanno scrivendo la storia in silenzio, gli Ultravioletta. Ovviamente la storia con la "s" minuscola, quella di Reazione a catena. I tre occhialuti campioni, sottolinea l'encomiabile profilo X "Statistiche Reazione a catena", che raccoglie giorno per giorno tutti i dati del quiz del preserale di Rai 1 condotto da Marco Liorni, "con la vittoria di puntata di stasera (lunedì 13 novembre, ndr), la settima, sono quinti nella classifica di chi ha vinto più puntate in questa edizione a pari merito con i Qua e Là". 

Non solo, il trio "accumula in puntata il montepremi di 156mila euro, è il loro record. A Reazione a catena un montepremi così alto non si vedeva da un mese, da quando le Amiche in onda avevano totalizzato 166mila il 10 ottobre". Insomma, chapeau. 

 

Superata la diffidenza iniziale, anche i telespettatori sembrano aver apprezzato in toto le doti dei campioni in carica, e sui social non resta che prendersela, come da tradizione, con il format della trasmissione e con i poveri autori, bersagliati da ogni posizione. "Comunque la versione spagnola Reacción en cadena è molto meglio - sottolinea un utente su X -. Tutti giochi diversi tra loro e non PAL***SI (come caccia alla parola e dove, come, quando…) e la parola finale è contenuta in una busta per evitare imbrogli".

Nel mirino ancora una volta la catena finale, giudicata illogica. "Bisognerebbe essere sobri non solo alla guida ma anche nelle catene finali", è un commento ironico apparso sull'ex Twitter. E ancora: "Se avessero indovinato e detto 'maglia' avrei pensato a una soffiata dagli autori. Catena ridicola". "Così passa la voglia di interagire e soprattutto di guardare il gioco", "Ma sapete dove ve la metto la maglia, autori? In quel posto!!!", "Allora: POSTO - MAGLIA - NOME... Ma dov'è il nesso?".

 

Dulcis in fundo, c'è chi si arrabbia anche con i concorrenti, invitandoli a una reazione estrema: "Ma non si vergognano?" e un civilissimo "Ma ritiratevi con dignità. Non si può continuare ad essere presi in giro così come stanno facendo".

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