Roma, 17 apr. - (Adnkronos) - "Il Veneto e' un boccone prelibato" per le organizzazioni criminali, "per il tipo di economia del Nord-Est, fatto di piccole e medie imprese. Realta' piu' aggredibili e piu' soggette, oggi, alla crisi". Lo ha detto il sostituto procuratore nazionale della Dna, Roberto Pennisi, in un'audizione in Commissione parlamentare antimafia, presieduta da Giuseppe Pisanu, riunita in seduta plenaria a Palazzo San Macuto, a Roma, per fare il punto sulla presenza della criminalita' organizzata nel Veneto in vista della missione della Commissione antimafia a Venezia in programma il 19 e 20 aprile. "Sulla base dei dati a disposizione -ha riferito Pennisi-, ho fatto il 'cartografo', disegnando un'area che, da Reggio Emilia fino a Venezia richiede monitoraggio e attenzione per il futuro" sotto il profilo della strategia criminale. Convinzione del sostituto procuratore nazionale della Dna, infatti, e' che "per capire cosa succede nel Veneto dobbiamo dare uno sguardo anche ai territori circostanti, soprattutto Lombardia ed Emilia Romagna". Quanto alla presenza di insediamenti camorristici in Veneto, Pennisi sottolinea "la presenza dei casalesi. Non e' una colonizzazione, ma una delocalizzazione della struttura criminale", sostiene riferendosi anche alle indagini della Dda di Venezia. "Ma il Veneto -ha sottolineato ancora Pennisi- interessa anche 'all'altra 'ndrangheta' ovvero non quella unitaria che emerge dalle indagini di Milano e Reggio Calabria, presente con accenni importanti e sostanziosi".




