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FARMACISTI OSPEDALIERI

“Servizio sanitario da migliorare,
iniziando col tagliare gli sprechi!”

19 Ottobre 2014

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Si chiude oggi il XXXV Congresso della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (Sifo) “dove abbiamo avuto la possibilità di incontrarci e confrontarci su moltissime tematiche legate al futuro della nostra professione e direttamente connesse a quelle della sanità pubblica italiana - spiega Alberto Costantini, presidente del congresso - un congresso del confronto, della concretezza e della multimedialità. Tramite gli incontri tecnico scientifici, i dibattiti, il talk twitter e la diretta streaming sul sito Sifo (www.sifoweb.it), abbiamo approfondito i temi della sanità proponendo soluzioni da mettere in pratica oggi e da trasferire nelle nostre realtà lavorative già da domani. Desideriamo con forza mettere sempre più la nostra professione, specializzata e integrata con le altre figure sanitarie, al servizio della salute del paziente. Il farmacista ospedaliero oggi vuole costruire ponti che uniscano, che sostengano e promuovano collaborazioni, aprendo nuove strade”. Presenti capillarmente in ogni struttura sanitaria ospedaliera e territoriale italiana, con un’identità professionale che si inserisce nelle complesse dinamiche istituzionali ed economiche del Paese, i farmacisti ospedalieri lavorano quotidianamente per assicurare le terapie più adeguate ed appropriate per i pazienti. La Sifo, alla quale affluiscono la quasi totalità dei farmacisti che operano nelle aziende sanitarie e che oggi ha festeggiato il tremillesimo iscritto, è impegnata quotidianamente perché questa professione sia sempre più qualificata e qualificante, per chi la svolge e per chi ne riceve i benefici. “Durante questo congresso - afferma la presidente della Sifo Laura Fabrizio - che come da tradizione ha registrato la presenza di rappresentanti delle istituzioni, di società scientifiche, università, aziende farmaceutiche, associazioni di pazienti e colleghi dell’Associazione Eahp che rappresenta i farmacisti ospedalieri europei provenienti da UK, Portogallo, Germania, Paesi Baschi, Spagna, Belgio, sono stati assunti alcuni importanti impegni per l'immediato futuro che, partendo da una forte integrazione tra tutti gli stakeholdesr, sia realmente incentrata sulla ‘persona’, passando dalle parole ai fatti. Nell'ambito della sostenibilità per il SSN – conclude Laura Fabrizio – si dovranno utilizzare strumenti efficaci per assicurare le scelte assistenziali più appropriate, concentrandosi sulla policy dei farmaci e dei dispositivi medici in tutti contesti, nell'acuzie e nella cronicità. I primi risultati saranno esposti durante il prossimo congresso annuale Sifo che si terrà a Catania nell'autunno del 2015”.

La Sifo. E’ l'associazione culturale e scientifica dei farmacisti ospedalieri e dei servizi farmaceutici territoriali delle aziende sanitarie; con oltre 3000 iscritti, rappresenta la quasi totalità dei farmacisti pubblici dipendenti dal Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) e quelli dipendenti dalle strutture ospedaliere private. La Sifo è stata costituita nel 1952, ha sede a Milano e si propone di promuovere e coordinare l'attività scientifica, tecnica ed amministrativa delle farmacie delle aziende sanitarie al fine di migliorarne le prestazioni; studiare, aggiornare e perfezionare i mezzi per la realizzazione, la produzione e la distribuzione dei farmaci in collaborazione con gli altri sanitari; curare i metodi di lavoro ed i criteri amministrativi a vantaggio di una sempre più efficace economia delle amministrazioni sanitarie; incoraggiare tutte le iniziative idonee ad elevare, sotto l'aspetto etico e culturale, il farmacista che esercita la professione nelle aziende sanitarie. (LARA LUCIANO)

 

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Commenti all'articolo

  • bobber

    20 Ottobre 2014 - 11:13

    Purtroppo gli sprechi non sono solo per i medicinali ma anche per quanto riguarda carrozzine, protesi, tutori ecc... che vengono utilizzati dagli ospedali. Se un ospedale si rivolgesse al negozio di articoli sanitari della zona lo pagherebbe meno che comprandolo direttamente dalle ditte che mandano in giro i loro "informatori scientifici" . Si parla di differenze sostanziali anche del 30/40 % .

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