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Farmaci: commissari Ue, nel 2050 superbug killer più del cancro

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Roma, 15 nov. (AdnKronos Salute) - Con l'aumento della resistenza dei super-bug persino ad antibiotici di ultima istanza, "ci troviamo di fronte a un preoccupante futuro 'post-antibiotico' nel quale potremmo non essere più in grado di effettuare interventi chirurgici importanti e trapianti di organi, o impiantare efficacemente dispositivi come protesi dell'anca o nuove valvole cardiache. Entro il 2050 la resistenza antimicrobica potrebbe uccidere una persona ogni tre secondi e diventare una causa di morte più comune del cancro". Lo affermano Vytenis Andriukaitis, commissario Ue per la Salute e la sicurezza alimentare, e Carlos Moedas, commissario per la Ricerca, la scienza e l'innovazione, in occasione della Giornata europea degli antibiotici. I commissari ricordano come la resistenza antimicrobica sia "una delle più grandi minacce per la salute globale", all'origine di 25.000 decessi l'anno, con spese sanitarie e perdite di produttività per 1,5 miliardi di euro. Dunque "è più che mai necessario un forte impegno nella comunicazione. La sensibilizzazione non è però sufficiente: è necessario intervenire per colmare le differenze e portare tutti gli Stati membri al livello dello Stato che ha conseguito i migliori risultati". Andriukaitis e Moedas ricordano il nuovo Piano d'azione europeo 'One Health' contro la resistenza antimicrobica, che "evidenzia la necessità di affrontare la questione dell'uso degli antimicrobici simultaneamente nelle persone e negli animali", e sottolinea che l'Ue "dovrebbe svolgere un ruolo guida nella lotta alla resistenza antimicrobica e offrire un valore aggiunto alle azioni degli Stati membri". L'obiettivo del nuovo Piano d'azione 'targato' Ue è "mantenere la nostra capacità di curare efficacemente le infezioni negli esseri umani e negli animali". Nel campo della ricerca gli investimenti europei proseguiranno dunque "nell'ambito di 'Horizon 2020', che ad oggi finanzia progetti con una dotazione cumulativa di 350 milioni di euro. Per i prossimi tre anni sono stati impegnati ulteriori 200 milioni a favore della lotta alla resistenza antimicrobica". Entro la fine dell'anno, inoltre, "nel quadro dell'Iniziativa in materia di medicinali innovativi - evidenziano i due commissari - dovrebbe essere lanciato un invito ad avviare attività di ricerca per comprendere il valore della diagnostica e gli ostacoli alla sua diffusione. Tali attività riuniranno le competenze di esponenti del mondo accademico, Pmi e industria farmaceutica e amplieranno il programma New Drugs for Bad Bugs, che ha già investito massicciamente nella resistenza antimicrobica". Un Piano d'azione "ambizioso" quello europeo, ammettono i commissari, ricordando che "dobbiamo ancora fare molto per portare tutti gli Stati dell'Ue allo stesso, elevato standard e fare in modo che tale standard sia applicato a livello internazionale. Poiché le stime più drammatiche prevedono che, in caso di aumento del 40% degli attuali tassi di resistenza, entro il 2050 in Europa potremmo dover affrontare 390.000 decessi l'anno, la posta in gioco - concludono - non potrebbe essere più alta. Solo lavorando insieme a livello europeo e internazionale possiamo controllare e invertire il fenomeno della resistenza antimicrobica".

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