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JOINT VENTURE SANITARIE

'Progetto Artide' in Lombardia:
2,8 milioni per l'artrite cronica

Intervista al reumatologo professor Pier Luigi Meroni dell’Istituto Auxologico Italiano (nella foto), tra i soggetti destinatari dell’accordo con la Regione Lombardia per la diagnosi precoce e nuove possibilità di cura

13 Agosto 2018

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Professor Pier Luigi Meroni

Professor Pier Luigi Meroni

Nuove speranze per le migliaia di pazienti, anche giovani, colpiti da artrite cronica. Malattia invalidante, dolorosa, subdola, tanto da essere spesso sottostimata e curata tardi. Mentre è importante individuarla e diagnosticarla il prima possibile per ottenere i massimi risultati dalle cure farmacologiche e dagli interventi riabilitativi. È di qualche giorno fa la notizia diramata da Regione Lombardia circa il progetto 'Artide' che prevede lo stanziamento di 2,8 milioni di euro per “facilitare il trattamento e la diagnosi precoce dell'artrite cronica", come ha commentato vice presidente di Regione Lombardia e assessore a Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione Fabrizio Sala. Il progetto ha come capofila l'azienda Technogenetics di Lodi, che guida il partenariato composto da 4Bases di Campospinoso (Pavia), l'Istituto Auxologico Italiano di Milano, la Fondazione Istituto Nazionale di Genetica Molecolare di Milano e l'Asst degli Spedali Civili di Brescia. Abbiamo chiesto un commento al professor Pier Luigi Meroni direttore dell’Unità operativa di immunologia, allergologia e reumatologia dell’Auxologico di Milano. Auxologico partecipa attivamente al progetto 'Artide' sia alla raccolta dei campioni da esaminare con la propria unità di reumatologia sia alla determinazione dei nuovi marcatori per la diagnosi tramite il laboratorio di ricerca reumatologica in collaborazione con le altre unità.

Professor Meroni, si tratta di una buona notizia per molti pazienti affetti da artrite cronica, ma cosa cambierà nella diagnosi e gestione clinica della patologia?

Vi sono concreti dati preliminari per l’individuazione di nuovi marcatori diagnostici in corso di artrite infiammatoria (artrite reumatoide, artrite psoriasi, spondiloartriti e altre). Il progetto prevede la loro valutazione per un uso rutinario con test che potranno essere disponibili su larga scala. Tutto ciò aiuterà ad una diagnosi più veloce in linea con le moderne linee di trattamento delle artriti infiammatorie: effettuare una diagnosi precisa il più presto possibile al fine di iniziare il trattamento prima possibile ed evitare in questo modo danni irreversibili. Inoltre, un trattamento precoce si associa ad una maggiore probabilità di ottenere una remissione clinica della malattia con un miglioramento della qualità di vita e una minore disabilità dei pazienti. Quest’ultimo aspetto è in linea con la mission principale dell’Auxologico come 'Irccs, cioè istituto di ricovero e cura a carattere scientifico'.

Cosa vi aspettate in prospettiva da questa che è indicata come un ulteriore passaggio alla 'medicina di precisione'?

La  diagnosi delle artriti infiammatorie è talvolta difficoltosa a causa di sintomi non specifici; la possibilità di avere a disposizione biomarcatori specifici consentirà più facilmente una diagnosi precisa. Alcuni dei marcatori in studio sembrano correlare con la risposta alla terapia ed a specifici farmaci in particolare. Tutto ciò consentirà in futuro di utilizzare al meglio il farmaco più efficace per il paziente. Entrambi gli aspetti supportano un approccio di medicina di precisione in reumatologia. (EUGENIA SERMONTI)

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