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#PROTECTURLIFE

Sesta tappa dell’iniziativa europea
per la salute del cuore e delle ossa

Si terrà a Rimini nell’ambito del CosmoSenior la campagna informativa promossa da Amgen che insegna a prevenire due gravissimi problemi che affliggono la popolazione over 65: l’osteoporosi e le patologie cardiovascolari

22 Novembre 2018

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Sesta tappa dell’iniziativa europeaper la salute del cuore e delle ossa

Una tre giorni promossa da Amgen per conoscere meglio patologie diverse tra loro ma con molte affinità, soprattutto dal punto di vista della prevenzione: è questo e molto di più la sesta tappa europea del tour della prevenzione #ProtectUrLife, che si terrà a Rimini dal 30 novembre al 2 dicembre, nell’ambito del Cosmosenior. Si tratta di un progetto che nasce dalla partnership tra ricerca, educazione e imprese che ha per obiettivo trovare soluzioni che consentano ai cittadini di vivere vite più lunghe e più sane. La tappa riminese ha visto la collaborazione con European institute of nnovation&technology (Eit) Health, International osteoporosis foundation (Iof), Università tecnica di Monaco, Università di Barcellona e BePatient, e ha inoltre ricevuto il patrocinio della Fondazione italiana ricerca sulle malattie dell'osso (Firmo) e Senior Italia. “Abbiamo portato l’innovazione biotecnologica nell’area delle malattie cardiovascolari e dell’osteoporosi e osserviamo come queste patologie croniche assumano un peso socio economico sempre più rilevante; ecco il valore di campagne che promuovono l’educazione sanitaria e il miglioramento degli stili di vita, come #ProtectUrlife, nata dalla collaborazione tra i diversi attori del sistema salute,  un fattore decisivo per affrontare con successo le sfide sanitarie con cui la società deve misurarsi – ha affermato André Dahinden, presidente e amministratore delegato di Amgen Italia – Lo sviluppo di partnership innovative tra aziende private e interlocutori istituzionali riveste una grande importanza perché è da qui che possono nascere progetti e soluzioni in grado di coniugare innovazione, diritto alla salute e sostenibilità”.

Le ossa e il cuore. Con l’età è normale che le ossa perdano una parte della propria massa, ma se tale perdita supera certe soglie allora si parla di ‘osteoporosi’, una condizione che comporta un’elevata fragilità ossea e quindi una maggiore propensione alle fratture. Un problema tristemente comune, visto che solo in Italia colpisce 4 milioni di donne e 900 mila uomini. “Le fratture da fragilità causano disabilità e riduzione della qualità di vita. Basterebbero semplici regole di prevenzione messe in pratica nella vita quotidiana per arginare questo enorme fenomeno – ha commentato la professoressa Maria Luisa Brandi, presidente Firmo – purtroppo la maggior parte delle persone non è consapevole di essere a rischio”. La preoccupazione maggiore per quanto concerne l’osteoporosi nel nostro paese risiede nelle proiezioni: si stima infatti che i numeri siano destinati ad aumentare vertiginosamente, complice l’aumento dell’età media. Lo stesso discorso vale per le patologie cardiache, anch’esse molto diffuse e oggetto di proiezioni non confortanti per gli stessi motivi: “Secondo gli ultimi dati disponibili - ha riferito il professor Francesco Romeo, direttore della cattedra di cardiologia dell’università di Tor Vergata di Roma – si sono verificati in Italia complessivamente oltre 220 mila decessi (96 mila negli uomini e 124 mila nelle donne) in conseguenza di eventi cardiovascolari. Numeri ancora troppo elevati”. Ma le somiglianze tra questi due mondi – la salute del cuore e la quella delle ossa – non finiscono qui.

I fattori patogenici ambientali. L’osteoporosi e le patologie cardiovascolari dipendono entrambe da un mix tra predisposizione genetica e fattori patogenetici ambientali, quali età, colesterolo, alimentazione, attività fisica e molti altri ancora. Molti di questi fattori dipendono dal nostro stile di vita e possono pertanto essere modificati.

#ProtectUrLife. Il progetto è stato pensato come un aiuto concreto per consentire di prevenire eventi come fratture, infarti e ictus che possono alterare la vita delle persone, anche gravemente.Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte in tutto il mondo e l’osteoporosi è una patologia in grado di influire anche molto seriamente sulla qualità della vita dei pazienti e ridurne l'indipendenza. I problemi si alimentano a vicenda e si può verificare un ciclo co-dipendente di aumento del rischio tra le due condizioni. Partendo dal fatto che esistono fattori di rischio sovrapposti, come l’età avanzata, il fumo, l’inattività fisica, l’eccessivo consumo di alcol, i piani di prevenzione e di trattamento dovrebbero considerare i rischi di entrambe. Ma i fattori comuni non finiscono qui: la diminuzione della massa ossea aumenta il rischio di mortalità cardiovascolare-correlata e di malattia coronarica. Nello stesso tempo, la qualità delle ossa può essere ridotta, per esempio, nei pazienti con diabete, uno dei fattori di rischio di eventi cardiovascolari. “Il programma #ProtectUrLife – ha spiegato Salvatore Panico, master contact dei partner italiani EitHealth - ha riunito un network europeo formato da esperti, start-up, società scientifiche, associazioni di pazienti, professionisti sanitari, ospedali e comuni per coinvolgere, informare e sensibilizzare, offrendo la possibilità di avere valutazioni dello stile di vita e dello stato di salute con strumenti digitali semplici, accessibili e innovativi”.

Presso il #ProtectUrLife village i visitatori di CosmoSenior potranno sperimentare i benefici di tecnologie che consentono di misurare in maniera precisa la salute cardiovascolare e ossea. Test gratuiti digitali offriranno una valutazione personalizzata del rischio e di profilo complete. Grazie all’assistenza di consulenti sanitari si potranno ricevere informazioni e strumenti per mantenersi in forma. L'università di Barcellona, che partecipa attivamente all'analisi dei dati, avrà il compito di analizzarli al fine di dimostrare come un approccio innovativo possa essere efficiente nell'identificazione dei pazienti a rischio, facendo così luce su una popolazione non ancora diagnosticata. (MATILDE SCUDERI)

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