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SCLEROSI MULTIPLA

La campagna Merck che allontana
la paura di poter diventare genitori

Viaggia sul web (e non solo) l’iniziativa ‘Genitori si può, anche con la sclerosi multipla’. il progetto, lanciato nel 2015, affianca le giovani coppie che combattono con la patologia e quest’anno si arricchisce di due importanti novità

25 Febbraio 2019

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La campagna Merck che allontanala paura di poter diventare genitori

 Medici e specialisti forniscono risposte alle persone con sclerosi multipla che stanno per prendere l’importante decisione di diventare genitori grazie alla campagna ‘Genitori si può, anche con la sclerosi multipla’ il progetto lanciato nel 2015 da Merck con protagoniste cinque giovani coppie desiderose di diventare genitori. La campagna viaggia sul web attraverso www.genitoriconsclerosimultipla.it: più di un sito, un vero e proprio progetto di affiancamento pratico per rispondere ai principali interrogativi che si pongono le coppie che desiderano avere un figlio. Due le principali novità per le coppie che, pur affrontando la patologia, hanno intrapreso o  vogliono intraprendere questo percorso.

L’autobiografia espressiva. Quest’anno Merck ha voluto fortemente inserire un percorso di scrittura autobiografica nel progetto, coinvolgendo la dottoressa Maria Chiara Signorini, esperta di arteterapia. La scrittura di sé rappresenta un’esperienza particolarmente utile in una fase delicata della vita come quella dell’attesa della genitorialità; essa vuole rappresentare una sorta di viaggio, in grado di aiutare a scoprire sé stessi e il proprio partner. All’interno del sito, gli utenti potranno scaricare il quaderno degli esercizi per la scrittura autobiografica, pensato per tutte le coppie che vorranno intraprendere questo percorso introspettivo verso la consapevolezza di sé.

Gli esperti rispondono. “Saremo in grado di avere un figlio?” “La gravidanza e il parto saranno complicati?” “Mio figlio nascerà sano?” “Posso allattare? “Mio figlio avrà la sclerosi multipla come me?”. Queste sono solo alcune delle domande che le persone con sclerosi multipla si pongono più di frequente, quando decidono di intraprendere un percorso verso la genitorialità. Per rispondere a tali interrogativi, all’interno del sito genitoriconsclerosimultipla.it, è stata creata una nuova sezione ‘Gli esperti rispondono’, contenente due video-interviste a medici specialisti che affrontano in maniera chiara e approfondita i principali dubbi delle coppie.

Genitori si può. La campagna non vivrà solo sul web: numerosi centri specializzati in Sm in tutta Italia metteranno a disposizione dei pazienti materiale informativo su ‘Genitori si può’. “Merck crede fortemente in questo progetto, che abbiamo lanciato nel 2015 e che continuiamo ad alimentare con nuove iniziative. Quest’anno abbiamo voluto coinvolgere medici specialisti in sclerosi multipla per fornire strumenti utili e risposte precise alle domande più frequenti riguardo un tema così delicato come quello del rapporto tra la patologia e la genitorialità - ha dichiarato Antonio Messina, a capo del business biofarmaceutico di Merck in Italia - Vogliamo sottolineare come il progetto di genitorialità non sia incompatibile con una diagnosi di sclerosi multipla. La nostra azienda è al fianco delle coppie che decidono di iniziare questo percorso e di quelle che lo hanno già intrapreso, con l’obiettivo di fare una reale differenza nelle loro vite”.

Il patrocinio di Aism. A conferma del valore dell’iniziativa, quest’anno ‘Genitori si può, anche con la Sclerosi Multipla’ ha ottenuto il prestigioso patrocinio dell’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism). “Sin dalla sua nascita, nel 1968, la nostra associazione  si è impegnata per garantire alle persone con sclerosi multipla la possibilità di realizzare il proprio progetto di vita - ha dichiarato la presidentessa Aism Angela Martino - Se una donna desidera diventare madre, è giusto che sappia che ciò è possibile, nonostante la malattia. Questa malattia colpisce le donne due volte in più degli uomini; arriva quando si è giovani: è naturale che molte donne si interroghino sulla scelta di avere figli. Iniziative come questa rispondono quindi ad un concreto bisogno di informazione ed è per questo che abbiamo concesso con piacere il nostro patrocinio”. (MATILDE SCUDERI)

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