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FINCOPP

“Dottore, io sono incontinente”
Cinque anni per superare il tabu

Costi economici ed emotivi sottostimati: per dirlo a un medico una persona ci mette di media 5 anni dalla prima manifestazione del disturbo. La parola alla Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni del Pavimento Pelvico (Fincopp)

3 Dicembre 2019

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“Dottore, io sono incontinente”Cinque anni per superare il tabu

E’ una media europea, quella che racconta la Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni del Pavimento Pelvico, Fincopp. Ci vogliono 5 anni dal manifestarsi dei primi sintomi dell’incontinenza urinaria, prima che una persona decida di dirlo a un medico. E in questo modo, dato che non è una patologia che mette a rischio la vita, anche a livello istituzionale sembra che non esista. Invece, insiste Fincopp, di incontinenza urinaria maschile e femminile ne soffrono 5 milioni di italiani e basterebbe una corretta informazione sulle terapie riabilitative e sulla presenza di nuovi farmaci generici per contenere con successo il problema, senza troppi oneri per il portafogli e tornare a una vita normale. L’incontinenza urinaria infatti non è una malattia che altera lo stato di salute della persona, ma è una condizione che limita le attività sociali e deprime, a livello psicofisico, per la perdita di dignità e che ha quindi costi elevatissimi.  L’utilizzo della riabilitazione dei muscoli, riabilitazione del pavimento pelvico con esercizi mirati, è la prima azione terapeutica da seguire che permette in questo ambito una buona risposta al problema con conseguente miglioramento della qualità della vita del paziente. Inoltre in tutti i casi è possibile ricorrere al farmaco come sostegno alla riabilitazione. Oggi la terapia farmacologica è sostenuta dalla presenza di farmaci generici con un costo limitato che garantisce un risparmio fino all’80 per cento e rimborsabili, con nota 87, nei pazienti affetti da incontinenza urinaria da urgenza nei casi in cui il disturbo minzionale sia correlato a patologie del sistema nervoso centrale come ictus, morbo di Parkinson, tumori, spina bifida, sclerosi multipla.

Oreste Risi, responsabile dell’UOSD Urologia–Urodinamica dell’ASST Bergamo, dichiara: “La diagnosi prevede inizialmente un esame clinico che stabilisca il tipo e la gravità dell’incontinenza e che esplori lo stile di vita del paziente. La terapia farmacologica dell’incontinenza urinaria prevede l’impiego di molecole che agiscono sui sintomi riducendo le contrazioni non inibite del detrusore (del muscolo della vescica). L’efficacia di questi importanti farmaci è data dal fatto che riescono a ridurre gli episodi di incontinenza con ridotti effetti collaterali come stipsi, bocca asciutta e dolori addominali”. La Federazione Italiana dei pazienti, FINCOPP che ha appena organizzato gli stati generali dell’incontinenza urinaria opera con l’obiettivo di portare l’incontinenza e le disfunzioni pelvi-perineali al pari livello di dignità e attenzione di qualsiasi altro disturbo della salute e assicurare il sostegno necessario alle persone che ne soffrono dato il profondo impatto sul benessere emotivo, psicologico e sociale del paziente.  Spesso non se ne parla per pudore, per vergogna o addirittura si accetta il problema come una normale conseguenza dell’età avanzata o di patologie che la causano. L’incontinenza urinaria può colpire uomini e donne ed è legata a condizioni patologiche differenti, tra cui età avanzata, tumori, disturbi neurologici ed infezioni del tratto urinario. Se alcune delle cause elencate comportano disagi passeggeri e facili da curare, altre possono rivelarsi assai durature.

E’ infatti più che mai necessario soffermarsi sulla definizione di corretti percorsi diagnostico, terapeutici e assistenziali e contribuire per attivare un’efficace consapevolezza di informazione e comunicazione verso i pazienti, il mondo sanitario (medici specialistici, fisioterapisti, etc), le istituzioni (nazionale, regionale e locale) che devono considerare questi disturbi vere e proprie patologie di cui si deve parlare e organizzare le risorse necessarie per la soluzione del problema. E’ necessario attivare una percezione sociale e contribuire a diffondere la cultura della riabilitazione e la consapevolezza della cura. “Il sesso femminile è quello più disposto a parlane, quello maschile fa ancora più fatica, mentre una corretta informazione e la conseguente cura permetterebbe a entrambi di ritrovare la serenità nel proprio quotidiano e nella propria vita sociale – afferma Pasquale Intini vice-presidente Fincopp – Per questa ragione, nell’anno in cui celebra il ventennale della sua attività, Fincopp ha annunciato i Primi Stati Generali dell’Incontinenza e Disfunzioni del Pavimento Pelvico, evento che ha avuto luogo a  Roma, nei giorni scorsi,  dove si è cercato di mettere intorno al tavolo tutti i protagonisti di questo disturbo (cittadini, operatori sanitari, società scientifiche, e istituzioni nazionali e locali) per porre finalmente le basi alle scelte necessarie per realizzare la giusta soluzione”, conclude Intini. (ISABELLA SERMONTI)

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