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Artrosi, l'ultima frontiera per combatterla è la "rigenerazione"

Caterina Spinelli
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L'età media si allunga e per questo è fondamentale vivere bene. Per farlo anche la medicina si sta indirizzando alla rigenerazione. "L'autosufficienza fisica è sempre più importante e la medicina sta prendendo questa nuova direzione con presidi sanitari via via più innovativi", racconta il professor Claudio Zorzi, direttore dell'ortopedia e della traumatologia all'ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, in provincia di Verona, al quotidiano Il Giornale. Leggi anche: Il falso mito del colesterolo buono L'ortopedia di Negrar è la prima struttura in Italia a intervenire con procedure chirurgiche innovative. Infatti l'equipe di Zorzi è specializzata nella protesi bilaterale del ginocchio. L'artrosi, che causa il logoramento delle articolazioni, spesso colpisce entrambe le ginocchia, "ma se accade solo ad una di queste, si crea un disequilibrio assiale - chiarisce il direttore - e l'agire sull'altra articolazione richiede tempo che può a sua volta provocare danni irreparabili agli anziani. La protesi bilaterale, invece, ha più di un vantaggio: un immediato allineamento degli arti inferiori, un miglioramento nella riabilitazione perché il paziente distribuisce in maniera più omogenea il carico su entrambe le ginocchia senza stressare l' arto non operato, un unico ricovero, una sola anestesia e un costo minore per il sistema sanitario". Leggi anche: In arrivo la pillola contro l'obesità: blocca la fame e fa perdere peso Ma non solo, perché il Negrar allinea all'ortopedia conservativa quella rigenerativa: "In queste terapie si utilizzano cellule staminali del paziente. Queste unità biologiche rappresentano un accelerante rigenerativo nei processi di riparazione del tessuto danneggiato o usurato, ma soprattutto combattono l'artrosi e permettono di evitare o di rinviare di vari anni l'impianto di protesi" conclude il professor Zorzi. 

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