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L'appello

La lettera aperta di 70 esperti dell'Oms: "La riduzione del danno nelle politiche di controllo del tabacco"

2 Ottobre 2018

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La lettera aperta di 70 esperti dell'Oms: "La riduzione del danno nelle politiche di controllo del tabacco"

Articolo pubblicato lunedì 1 ottobre sul Financial Times sulla lettera aperta al Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sottoscritta da 72 tra i massimi esperti del settore sanitario e attivisti anti-tabacco per sollecitare l’Organizzazione a considerare l’approccio della riduzione del danno nelle politiche di controllo del tabacco che si discutono in questi giorni (1-6/10) a Ginevra, in occasione dell’ottava Conferenza delle Parti del Framework Convention on Tobacco Control (Convenzione Quadro sul Controllo del Tabacco).

La lobby della ‘riduzione del danno’ lancia l’appello alla vigilia dell’incontro per la definizione della politica in materia di tabacco e sigarette elettroniche

Settanta tra i massimi esperti del settore sanitario e attivisti anti-tabacco hanno sollecitato l’Organizzazione Mondiale della Sanità ad adottare un approccio più favorevole alle sigarette elettroniche e alle altre alternative al fumo, “che hanno il potenziale di debellare più velocemente la diffusione di malattie fumo correlate”.

La lettera congiunta a Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’OMS, mira a influenzare la conferenza in programma questa settimana a Ginevra della Convenzione Quadro sul Controllo del Tabacco, volta a definire la politica sanitaria internazionale in materia.

L’appello illustra ciò che Clive Bates, ex-responsabile del Gruppo di pressione britannico “Action on Smoking and Health” e tra i sottoscrittori della lettera, ha definito una “grossa spaccatura nella comunità della sanità pubblica”.

Da un lato l’approccio alla “riduzione del danno” promosso dai 70 firmatari, che ritengono che l’assunzione di nicotina attraverso prodotti che non bruciano il tabacco, in particolar modo le sigarette elettroniche, è molto meno pericoloso del fumo — e dovrebbe essere incoraggiato per allontanare i fumatori dalle sigarette.

L’altro approccio, che domina la prospettiva dell’OMS e della Convenzione Quadro che amministra, favorisce invece una forte regolamentazione o il veto assoluto di quei prodotti che sono chiamati ANDS (Alternative Nicotine Delivery Systems, sistemi alternativi di rilascio della nicotina) o ENDS (Electronic Nicotine Delivery Systems, sistemi elettronici di rilascio della nicotina), perché i loro effetti sulla salute non sono stati sufficientemente investigati e possono offrire ai giovani una via d’accesso alla dipendenza da nicotina e dal fumo.

Secondo un rapporto sugli Ends preparato in vista dell’incontro di questa settimana dal segretariato della Convenzione, le vendite a livello globale sono cresciute da $2,76 miliardi nel 2014 a $8,61 miliardi nel 2016 e, stando alle proiezioni, raggiungeranno quota $26 miliardi nel 2023. Gli Ends sono vietati in 30 Paesi, mentre la relativa regolamentazione e disponibilità varia considerevolmente altrove. Nella lettera sottoscritta, i sostenitori della riduzione del danno, la maggior parte dei quali sono docenti presso le facoltà o gli istituti di medicina, hanno sollecitato l’OMS a non lasciare che le incertezze riguardo agli effetti a lungo termine delle sigarette elettroniche ne blocchino l’immissione in commercio.

“Vero è che non avremo informazioni complete sugli effetti dei nuovi prodotti finché non saranno stati utilizzati in via esclusiva per svariati decenni — e considerate la complessità delle abitudini d’uso, questo potrebbe non succedere mai”, scrivono. “Ma abbiamo già sufficienti conoscenze sulla base dei processi fisici e chimici coinvolti, della tossicologia delle emissioni e dei marker di esposizione per essere fiduciosi del fatto che questi prodotti senza combustione sono molto meno dannosi del fumo”.

Bates ha affermato che i sospetti sulle sigarette elettroniche dentro e fuori dall’OMS sono aumentati perché lo sviluppo di questi prodotti avviene quasi completamente nel settore privato. “Abbiamo anche il peso dell’industria del tabacco che si muove in direzione di questi prodotti”, ha affermato.

L’OMS non può obbligare i governi a intraprendere azioni specifiche per eliminare (o promuovere) le sigarette elettroniche, ma qualsiasi decisione presa in occasione dell’incontro sulla Convenzione Quadro svolgerà un ruolo determinante nel dibattito pubblico.

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