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L'animale che nessuno ha mai visto: tesse esagoni negli abissi

venerdì 28 agosto 2026
L'animale che nessuno ha mai visto: tesse esagoni negli abissi

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Un reticolo di gallerie a maglie esagonali, scavato nei fondali oceanici da mezzo miliardo di anni. È il Paleodictyon, una delle tracce fossili più enigmatiche della paleontologia: presente come detto da oltre cinquecento milioni di anni nei fondali oceanici, è stato fotografato a 3.500 metri di profondità sulla Dorsale Medio-Atlantica e perfino disegnato da Leonardo da Vinci. Per secoli, però, nessuno ha saputo quale animale lo abbia realizzato.

Adesso uno studio internazionale guidato dal paleontologo Andrea Baucon dell’Università di Cagliari e pubblicato su “Earth-Science Reviews” propone una risposta: l’autore sarebbe stato un piccolo artropode, probabilmente un crostaceo imparentato con i porcellini di terra. La svolta è arrivata dalla geometria. I ricercatori hanno misurato 1.314 punti sulle tracce fossili di Paleodictyon conservate al Museo di Storia Naturale di Piacenza, confrontandole con quelle provenienti anche dall’Appennino, dal Portogallo e dalla Polonia. I tunnel sono rettilinei, con spigoli netti e celle quasi perfettamente esagonali: caratteristiche compatibili con un organismo dotato di zampe articolate e di un esoscheletro rigido.

Resta da capire a che cosa servisse una struttura così precisa. Finora si era ipotizzato che l’animale usasse quella rete di gallerie per coltivare i batteri di cui si nutriva. Lo studio propone ora un’altra possibilità: che la maglia esagonale servisse anche alla comunicazione all’interno di una colonia attraverso segnali chimici, idraulici o acustici. Il mistero non è del tutto chiuso: qualcosa continua ancora oggi a SUB costruire Paleodictyon nel buio degli abissi.