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Cancro, i 3 fattori-chiave che innescano la malattia

di Paola Natali mercoledì 11 febbraio 2026
Cancro, i 3 fattori-chiave che innescano la malattia

3' di lettura

Quasi quattro casi di cancro su dieci sono prevenibili. È quanto emerge da un ampio studio internazionale pubblicato su Nature Medicine, che ha analizzato 36 tipi di tumore in 185 Paesi, stimando che nel 2022 circa 7,1 milioni di nuove diagnosi siano state legate a fattori di rischio modificabili.  Secondo i ricercatori, su 18,7 milioni di nuovi casi di cancro registrati a livello globale, il 38% è attribuibile a cause evitabili o controllabili. Il fumo di tabacco si conferma il principale fattore di rischio prevenibile, responsabile di circa il 15% dei casi, seguito dalle infezioni (10%) e dal consumo di alcol (3%). I tumori più frequentemente associati a questi fattori sono quelli ai polmoni, allo stomaco e alla cervice uterina, che rappresentano quasi la metà di tutti i casi prevenibili.

Lo studio evidenzia significative differenze geografiche e di genere. Tra le donne, circa il 30% dei 9,2 milioni di nuovi casi di cancro diagnosticati nel 2022 poteva essere prevenuto. Nelle regioni a basso e medio reddito, come l’Africa subsahariana, il peso maggiore è attribuibile alle infezioni, in particolare al papillomavirus umano (HPV), principale causa del tumore del collo dell’utero. Nei Paesi ad alto reddito, invece, il fumo rappresenta il principale fattore di rischio prevenibile anche tra le donne. Tra gli uomini, il tabacco resta la causa dominante di cancro prevenibile in tutte le aree del mondo, incidendo su quasi un quarto dei 4,3 milioni di casi evitabili. Seguono le infezioni, soprattutto in alcune zone dell’Africa, dell’Asia e del Sud America, e il consumo di alcol.

Gli autori sottolineano che il cancro continua a essere una delle principali cause di morte a livello globale e che, senza interventi efficaci, i casi sono destinati ad aumentare nei prossimi decenni. Tuttavia, i risultati dello studio indicano che la prevenzione mirata sui principali fattori di rischio può ridurre in modo significativo il carico futuro della malattia. Secondo l’epidemiologa Hanna Fink, coautrice della ricerca, le strategie di prevenzione devono essere adattate ai diversi contesti geografici e sociali, poiché «non esiste un approccio unico valido per tutti».

Tra tutti i fattori analizzati, due abitudini spiccano nettamente per il loro impatto sulla salute globale: il fumo di tabacco e il consumo di alcol. Insieme, sono responsabili di una quota enorme dei nuovi casi di cancro diagnosticati ogni anno.

Ma il quadro che emerge dallo studio è più ampio. Oltre a fumo e alcol, incidono in modo significativo anche sovrappeso, sedentarietà, esposizione all’inquinamento, raggi ultravioletti e alcune infezioni virali, come HPV ed epatite B, oggi prevenibili anche grazie ai vaccini. Tutti elementi che, messi insieme, spiegano perché una parte così rilevante dei tumori potrebbe essere evitata prima ancora di arrivare alle cure. Gli esperti sottolineano che investire nella prevenzione è una delle strategie più efficaci e sostenibili per ridurre il peso del cancro, soprattutto nei Paesi dove l’accesso a diagnosi precoci e terapie avanzate è limitato. Smettere di fumare, ridurre il consumo di alcol, muoversi di più e proteggersi da esposizioni nocive non sono solo consigli generici sullo stile di vita: sono strumenti concreti di salute pubblica.