Si sa che l’Oms lavora per rendere le nostre vite più sane e anche un po’ più grame, con le sue raccomandazioni trasforma i piaceri quotidiani in peccati mortali. Ci sconsiglia le merendine piene di zucchero e le fritture grondanti olio, dosa la quantità di sale (non oltre i cinque grammi al dì), limita il consumo di carni rosse e ci vorrebbe ubriachi di centrifughe di verdura.
In questi giorni si è rifatta viva invitando i governi ad alzare le tasse sugli alcolici e sulle bevande zuccherate e redigendo un manuale per «incontri professionali più sani e più inclusivi, senza alcol». In pratica, ci raccomanda di evitare perfino un brindisi con i colleghi. Per la salute, of course, ma anche per l’inclusione, perché l’astemio non sia emarginato e, poverino, non si senta discriminato al momento del cin cin. Suggerisce succhi di frutta senza zuccheri aggiunti, acqua fresca e cocktail analcolici. Ieri, in redazione abbiamo festeggiato i 26 anni di Libero (cadevano il 18, ma era sabato e molti di noi erano via) e abbiamo accolto la raccomandazione europea con lo spirito giusto: sul tavolo c’erano solo bottiglie di vino. Un brindisi alla nostra salute. Prosit.




