L’indiscrezione bomba lanciata da Sky Sport squarcia la calura estiva del calcio italiano: la Federazione Italiana Giuoco Calcio starebbe tentando l’affondo definitivo per portare Pep Guardiola sulla panchina degli Azzurri. A condurre la complessa trattativa il nuovo tandem Paolo Maldini (direttore tecnico) e Leonardo (advisor) reclutato dal presidente federale Giovanni Malagò. I due si sarebbero recati personalmente a Barcellona nel weekend appena passato per incontrare il tecnico catalano, che ha appena terminato un decennio alla guida del Manchester City ed è attualmente senza contratto. Per scelta.
Appena quattro giorni fa aveva detto a Okx: «Ora voglio provare a scoprire la vita, a essere felice facendo anche altre cose non legate al calcio».
Ma certo l’ipotesi di vedere il maestro del tiki-taka alla guida della Nazionale sarebbe così fascinosa da sperare che Maldini (a cui Guardiola è legatissimo, tanto da avergli legato la vittoria della sua prima Champions col Barcellona del triplete) e Leonardo siano riusciti a persuaderlo. In un momento cruciale del panorama calcistico mondiale, con la Francia che si affida a Zinedine Zidane e la Germania che chiude l’accordo con Jurgen Klopp, Pep sulla panchina dell’Italia renderebbe chiari gli obiettivi del nuovo corso azzurro.
Guardiola in Nazionale: la clamorosa missione di Maldini in Spagna
Secondo il Corriere della Sera, la FIGC ha avviato un contatto diretto con Pep Guardiola per proporgli la guida della Na...Ovviamente, l’ostacolo principale resta la sostenibilità economica dell’operazione. Al Manchester City, Guardiola percepiva uno stipendio da circa 14 milioni più bonus, cifra del tutto fuori mercato per le casse federali se si pensa che il ct più pagato della storia azzurra, Roberto Mancini, ne guadagnava 3. Per assottigliare un divario comunque apparentemente incolmabile, la Figc starebbe valutando il supporto decisivo dei partner commerciali: in primis Puma, sponsor tecnico della Nazionale e marchio di cui lo stesso Guardiola è global ambassador. Il precedente di Antonio Conte, il cui ingaggio da 4,1 milioni fu coperto per circa la metà da uno sponsor, può fare giurisprudenza, magari accompagnato da un contratto quadriennale per arrivare fino al Mondiale 2030.
Quel Pep Guardiola di mezza estate per un'Italia che sa ancora sognare
L’idea di vedere Pep Guardiola sulla panchina della Nazionale di calcio appartiene, a prima vista, alla categoria ...IL PROGETTO
Ma per convincere Guardiola i soldi non bastano. Serve la promessa di un sistema da riformare, di un progetto che rimetta la Nazionale al centro del sistema calcistico italiano e di una nuova filosofia capace di creare ciò che in Spagna continua a dare frutti: raccordo tra sistemi di gioco dei club, valorizzazione e crescita dei giovani. Ciò dovrebbe allettare Guardiola al punto da rinnegare ciò che ripete da mesi (anche nel maggio 2026, prima dell’ultima gara di Premier con l’Aston Villa, disse: «Ho bisogno di respirare un po’ e rilassarmi dopo 18 anni sotto pressione continua»).
E infine, devono essere risolte le storiche ruggini istituzionali con la Figc, risalenti alla squalifica per nandrolone del 2001 ai tempi del Brescia, controversia da cui il catalano fu assolto con formula piena solo nel 2007. Nel frattempo, Malagò a SkySport24 appena ieri ammetteva che oltre alle alternative di Roberto Mancini, Antonio Conte e Andrea Pirlo, non si esclude in teoria un colpo di altissimo livello, ma allo stesso tempo citava gli esempi di Scaloni e De la Fuente (ct di Argentina e Spagna), approdati nelle rispettive panchine senza troppo clamore e capaci di vincere il Mondiale. Certo che un casting dai profili così variegati, con la nuova dirigenza già a Barcellona a trattare faccia a faccia con Guardiola, sta a suggerire che la Federazione di garanzie ne ha ben poche, e che stia lavorando un po’ a tentoni. È come se l’idea al momento fosse pregare Pep, e se dovesse rifiutare ricominciare daccapo con qualcun altro.




