Roma, 18 set. - (Adnkronos) - Tra le province di Napoli e Caserta, negli ultimi 5 anni sono stati compiuti ben 205 arresti per traffici e smaltimenti illegali di rifiuti, pari al 29,2% del totale nazionale, cioe' poco meno di un terzo complessivo. E' quanto emerge dal dossier "Terra dei Fuochi, radiografia di un ecocidio. I numeri, le responsabilita', le conseguenze sulla salute dei cittadini, e le proposte di Legambiente", presentato questa mattina in occasione del lancio dell'iniziativa 'Puliamo il mondo' in programma dal 27 al 29 settembre. Sempre su scala nazionale, s'e' registrato quasi il 10% dei sequestri effettuati (1.062), piu' dell'8% delle infrazioni (2.068) e quasi l'8% delle persone denunciate (2.246). Numeri che confermano l'entita' dell'aggressione ambientale subita dal territorio campano e che si collocano in un contesto regionale che vede la Campania stabilmente in testa nei Rapporti Ecomafia di Legambiente per numeri di reati ambientali. E anche i dati dell'ultimo anno non sono positivi. Dal primo gennaio 2012 al 31 agosto 2013, secondo i dati raccolti dai Vigili del fuoco su incarico del viceprefetto Donato Cafagna (che dal novembre del 2012 segue per conto del ministero dell'Interno l'attivita' di monitoraggio e contrasto dei traffici e degli smaltimenti illegali di rifiuti nella Terra dei fuochi), i roghi di rifiuti, materiali plastici, scarti di lavorazione del pellame, stracci sono stati ben 6.034, di cui 3.049 in provincia di Napoli e 2.085 in quella di Caserta. Da gennaio ad agosto del 2013 si e' registrato, fortunatamente, un calo degli incendi dolosi di rifiuti, che rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente sono passati da 3.101 a 1.894, con una riduzione del 38,9%. Un primo segnale positivo dell'azione dello Stato, che va decisamente rafforzata. Oltre al danno ambientale c'e' anche quello sanitario. Secondo l'Istituto superiore di sanita' (Iss) i continui smaltimenti illegali di rifiuti, con dispersione di sostanze inquinanti nel suolo e nell'aria, e l'inquinamento gia' riscontrato di falde idriche - utilizzate per l'irrigazione di terreni coltivati - sono in stretta correlazione con l'incremento significativo di diverse patologie tumorali. I picchi maggiori si registrano, infatti, proprio negli 8 comuni con il maggior numero di discariche di rifiuti, censite nell'ambito dello studio 'Sentieri': Acerra, Aversa, Bacoli, Caivano, Castelvolturno, Giugliano in Campania, Marcianise e Villaricca. Territori trasformati in immense cloache di veleni, oggetti al piu' completo degrado e dove intere popolazioni sono state sottoposte a un massiccio 'avvelenamento di massa', di cui oggi si conoscono pero' i responsabili. Cio' e' stato possibile grazie alle tante inchieste che hanno consentito di smascherare alcune tra le principali holding mafiose attive nel ciclo dei rifiuti. Dal 2001 ad oggi sono state ben 33 le inchieste per attivita' organizzata di traffico illecito di rifiuti condotte dalle procure attive nelle due province (Napoli, Nola, Torre Annunziata e Santa Maria Capua Vetere): piu' del 15% di quelle svolte in tutto il Paese. I magistrati hanno emesso ben 311 ordinanze di custodia cautelare, con 448 persone denunciate e 116 aziende coinvolte. Risultati piu' che positivi, anche se c'e' ancora molto da fare. Per fermare le illegalita' e la criminalita' organizzata serve uno sforzo congiunto e nel dossier Legambiente presenta le sue proposte chiedendo prima di tutto il rafforzamento delle attivita' di controllo, prevenzione e contrasto dello attivita' illegali di smaltimento di rifiuti nell'area campana, destinando risorse specifiche al Patto 'Terra dei fuochi' e avviando le attivita' di bonifica dei luoghi contaminati.




