Roma, 14 mag. - (Adnkronos) - I danni causati da fenomeni meteorologici estremi sono in aumento in tutto il mondo e nel 2012 hanno causato danni per 160 miliardi di dollari a livello globale. Parallelamente alla crescita del numero di abitanti per città, è aumentato il rischio di vulnerabilità dei centri abitati alle calamità naturali, basta pensare che solo l'uragano Sandy è stato responsabile di danni pari a circa 50 miliardi di dollari, per lo più nella zona metropolitana di New York. Ma investendo in 'resilenza' (la capacità di mettere in campo azioni e politiche sociali, economiche e ambientali in grado di resistere nel lungo periodo alle sollecitazioni dell'ambiente) le città possono proteggersi e risparmiare su questi costi. Lo rileva il rapporto sulla resilienza delle infrastrutture urbane redatto da Siemens insieme alla Regional Plan Association e alla società di consulenza Arup, con l'obiettivo di dimostrare come le città possano proteggersi al meglio contro le catastrofi naturali, come gli uragani e i cicloni. I risultati ottenuti mostrano come la tecnologia sia una componente chiave nella protezione delle infrastrutture resilienti ed efficienti. Le città dovrebbero quindi integrare la resilienza in tutti gli aspetti della loro pianificazione edile in modo da ridurre i danni potenziali, da migliorare la produttività e per creare un luogo sicuro in cui vivere. Dal rapporto emerge che le riparazioni delle infrastrutture danneggiate, che non possiedono misure di resilienza, sono estremamente costose. Gli investimenti in soluzioni resilienti, d'altra parte, non solo proteggono contro i danni, ma contribuiscono a ridurre l'impatto economico oltre che il consumo energetico. I primi risultati, ottenuti da uno studio della rete elettrica della città di New York, mostrano che -senza misure protettive- i costi di riparazione dei danni causati dai disastri naturali, come l'uragano Sandy che colpì la fascia orientale degli Stati Uniti nel 2012, potrebbero raggiungere i 3 miliardi di dollari nei prossimi 20 anni. Investire la stessa somma in misure per la protezione contro uragani e inondazioni e in tecnologie che rendono le reti elettriche più robuste, flessibili e intelligenti, può -rileva il rapporto- ridurre i danni fino a 2 miliardi di dollari, per un risparmio di circa 4 miliardi di dollari. Un esempio di come un'infrastruttura resiliente abbia dimostrato il proprio valore durante una catastrofe naturale quale l'uragano Sandy, è il quartiere residenziale di New York, Co-op City, che conta 14.000 appartamenti e che dispone di una rete elettrica indipendente. L'energia elettrica dell'intero quartiere è generata da un impianto di gestione combinata di calore ed elettricità da 40 megawatt. Quando l'uragano Sandy si abbattè su New York, Co-op City non è stata toccata dai tagli di potenza energetica dei quali invece ha sofferto tutto il resto della città di New York. Soluzioni come reti intelligenti e sistemi di automazione per il trasporto ferroviario, gestione del traffico, delle evacuazioni e degli edifici contribuiscono a minimizzare l'impatto dei danni naturali perché l'automazione intelligente delle infrastrutture è in grado di rendere i sistemi più flessibili e più facili da controllare e coordinare.




