Giancarlo Giannini abbatte i maestrini pro-pal di Venezia: "Sono tutte delle..."

sabato 30 agosto 2025
Giancarlo Giannini abbatte i maestrini pro-pal di Venezia: "Sono tutte delle..."

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Giancarlo Giannini si scaglia contro gli appelli politici nel mondo del cinema, definendoli "tutte str...". In un’intervista al Foglio, durante il Festival di Venezia, critica aspramente un appello per la Palestina che esclude attori come Gal Gadot e Gerard Butler, bollandolo come "una str..." e "bella idiozia". Per Giannini, la pace non si costruisce con gesti plateali che discriminano, ma con azioni concrete che non spettano agli artisti. "In ogni caso l’arte non c’entra niente con la morte, con la distruzione, con la fame. Queste tragedie competono al potere, non agli artisti", afferma sottolineando che l’arte non deve essere un comizio. La sua posizione è quella di un "anarchico autentico", che rifiuta di allinearsi ai cori militanti e alle morali preconfezionate. "Io sono anarchico, perciò non mi interessa", dichiara, smarcandosi dal conformismo che spesso travolge il mondo dello spettacolo. Giannini si interroga polemicamente sull’ossessione di etichettare gli artisti per le loro posizioni politiche: "Ma cosa gliene frega a loro, sul tappeto rosso, se quei due sono israeliani o sionisti?".

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E ancora: "Non lo so. L’artista è un artista. Ma che cosa gliene frega?!". La sua è una difesa dell’individualità e della libertà dell’artista, che non deve piegarsi al ruolo di ambasciatore di cause o coscienza collettiva, in un contesto dove le firme e gli appelli rischiano di scadere nel grottesco.