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La vita e la carriera di Emilio: dall'esordio in Rai al caso Ruby

L'ex direttore del Tg4 ha iniziato a lavorare in Mediaset dopo un processo per gioco d'azzardo che alla tv di Stato non era piaciuto

Nicoletta Orlandi Posti
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Siciliano, di Barcellona Pozzo di Gotto in provincia di Messina, classe 1931, Emilio Fede frequenta le scuole dell'obbligo a San Piero Patti, cittadina poco distante da Barcellona. Il trasferimento a Roma con la famiglia arriva dopo la guerra. Nella capitale inizia a lavorare nella carta stampata, collaborando con Il Momento - Mattino di Roma. Poi lavora per la Gazzetta del Popolo a Torino dove diviene inviato speciale. La   collaborazione con la Rai comincia nel 1954, ma il passaggio definitivo alla televisione arriva nel 1961. Sposa la figlia del manager Rai - Nel 1964 sposa Diana De Feo, la figlia di Italo De Feo, allora   vicepresidente della Rai. Fede viene inviato in Africa dove resta per 8 anni. Nel 1976 approda al Tg1 come conduttore, diventandone direttore dal 1981 al 1983. Sotto la sua direzione la testata racconta  la tragedia della morte di Alfredino Rampi, a Vermicino. Nel frattempo  si candida alle elezioni politiche del 1979 nelle liste del Partito Socialista Democratico Italiano (Psdi). Gioco d'azzardo - Il rapporto con la Rai termina nel 1987 in seguito ad un processo per gioco d'azzardo (finito con la sua assoluzione). Il passaggio alla Fininvest arriva nel 1989, come direttore di Video News  e successivamente di Studio Aperto, che sarà il primo notiziario ad   annunciare in diretta l'inizio della prima Guerra del Golfo il 17 gennaio 1991, proprio nel giorno della sua prima messa in onda su Canale 5. Il passaggio alla direzione del Tg4 arriva nel 1993, dove è  rimasto fino ad oggi. Par condicio - Nel 2004, dopo la multa inflitta dall'Agcom per il mancato rispetto della par condicio nel suo telegiornale (elezioni europee), Fede andò in onda con una targhetta al collo sulla quale era riportato il contenuto della sentenza. Nel 2006, dopo un'altra multa di 250.000 € dell'Agcom per violazione della legge sulla par condicio[8] (la seconda in due settimane per un totale di 450.000 €[9]), Emilio Fede si dice contrario alla motivazione della sanzione e minaccia le dimissioni, mandando tre volte in sovraimpressione il contenuto della sentenza. Successivamente Fede ritira le dimissioni, dichiarando di esser stato indotto a restare dalle lettere dei telespettatori. Processo Ruby - Nel gennaio 2011 è stato indagato dalla Procura della Repubblica per favoreggiamento alla prostituzione, insieme a Silvio Berlusconi, Lele Mora e Nicole Minetti sul "caso Ruby".

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