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Ornella Vanoni smaschera il vip: "Perché camminava sempre dietro di me

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Irrefrenabile Ornella Vanoni. A Che tempo che fa, sul Canale Nove, Fabio Fazio manda in onda una vecchia clip d'archivio in onore della diva milanese, autentica star della canzone d'autore italiana da 60 anni a questa parte. 

Siamo nel 1986, e l'autrice di Tristezza e L'appartamento è sbarcata negli Stati Uniti, con telecamera al seguito, per una serie di collaborazioni artistiche di altissimo livello. Prende il taxi e si fa portare agli studios di George Benson, straordinario chitarrista e cantante a cavallo tra jazz e r'n'b.

 

 

 

Scorrono le immagini dei duetti e della bella vita a bordo piscina, con l'artista americano che guarda sornione la collega italiana. "Benson è una star, adesso dice che è sovrappeso ma assomiglia un po' a Clark Gable e se la tira un po', è un belloccio e sa che piace", sottolineava ai tempi Ornella.

 

 

 

Divertente anche l'aneddoto su Gil Evans, pianista e arrangiatore gigante del jazz mondiale. "Veramente un omino straordinario. Non riuscivamo a farlo camminare davanti, voleva stare sempre dietro di me. Diceva che aveva una visuale migliore...".

 

 

 

Ricordi maliziosi e scatenati che si mescolano a quelli di oggi, snocciolati dalla Vanoni in studio. Da Pino Daniele ("Ho cantato la sua Anima, una canzone meravigliosa!") a Lucio Dalla: "Mi disse che ero l'unica che si era rivolta a lui con affetto. Le altre belle si voltavano dall'altra parte perché lui era brutto. Per me Lucio era anche bello, talmente straordinario, talmente intelligente, talmente bugiardo, talmente drammatico, talmente triste, talmente spudorato e cantava con una vocalità pazzesca, che non ha nessuno in Italia. Mi dispiace per gli altri". Si sorride, e ci si commuove.

 

 

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