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Zona Bianca, lite Bompiani-Vespa: "Meloni ama i ricchi"

Roberto Tortora
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A Zona Bianca, programma di attualità e approfondimento condotto da Giuseppe Brindisi su Rete 4, si discute della presenza di Elon Musk, fondatore di SpaceX e ad di Tesla, ad Atreju, manifestazione politica giovanile della destra italiana che si svolge ogni anno dal 1998. L’imprenditore sudafricano, nel suo intervento, ha esortato gli italiani a fare più bambini, tenendo sulle spalle uno dei suoi 11 figli, nato da madre surrogata. Molto scettica sulla presenza di Musk, ospite d’onore del meeting, è la scrittrice Ginevra Bompiani: “Non avrei invitato una persona che porta un bambino, che non è quello ma che avrebbe potuto essere quello, che ha avuto in questo modo e ne va fierissima. Perché? Che senso ha? Fa l'ospite d'onore e appena se ne va la Meloni gli dice dietro che ha fatto un reato universale? Se ha fatto un reato universale, perché ne fa il proprio ospite d'onore? È una delle tante contraddizioni della signora Meloni”. 

A quel punto interviene il conduttore, Giuseppe Brindisi, che fa una nota alla Bompiani: “Però Elon Musk è uno dei personaggi più importanti sulla scena mondiale, un grande imprenditore, un grande visionario con tutti i suoi limiti”.

 

 

La scrittrice lo stronca: “Ma no, è semplicemente il più ricco. È solo l'uomo più ricco e alla Meloni i ricchi piacciono molto, i poveri no, ma i ricchi piacciono molto”. Subito si aggiunge, in collegamento, Bruno Vespa che, a sua volta, punzecchia l’accademica: “Essendo lei nata in una famiglia di ricchi, essendo vissuta nella bambagia ha ragione la professoressa Bompiani a dire che la Meloni ama molto i ricchi”. La donna abbozza una risposta poco convincente: “Io non amo molto i ricchi”. Vespa, però, la zittisce: “Lei no, ma non credo nemmeno la Meloni. Volevo ribadire, comunque, che, fin da quando non era ancora Presidente del Consiglio, io sono sempre stato contrario all’utero in affitto, per le ragioni che dice la professoressa Bompiani, perché è un mercato non di bambini, ma di donne innanzitutto”.

 

 

 

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