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Dritto e rovescio, il maranza provoca e Del Debbio sbrocca: "Buffoni, a casa"

di Roberto Tortoravenerdì 30 gennaio 2026
Dritto e rovescio, il maranza provoca e Del Debbio sbrocca: "Buffoni, a casa"

2' di lettura

Baby-gang e microcriminalità, le grandi città sono infestate e i cittadini hanno sempre più paura. Un tema caro a Dritto e Rovescio, programma di approfondimento di Rete 4 condotto da Paolo Del Debbio in prima serata. E proprio il conduttore non ce la fa a star calmo quando interloquisce con alcuni ragazzi che vivono quella realtà e giustificano, in qualche modo, gli episodi violenti sempre più frequenti. In particolar modo, quando uno dei ragazzi mima un gesto di scherno dal collegamento, Del Debbio esplode: “È inutile che tu faccia il bischero a fare così, non siamo allo stadio, siamo a una cosa seria, quindi se ci vuoi stare bene, se no se devi stare a fare così vai a casa, così te lo fai anche così, capito?”.

Vedendo, poi, gli animi agitati, Del Debbio aggiunge: “Che c'ha da dire quello col cappuccio nei miei confronti, che c'ha da dire? Dica, dica”. Il ragazzo provoca e risponde: “Perché fai il preso male per due segni con le mani, cos'è successo? Ma perché è tutto inc***ato per due segni con le mani, cos'è successo?”.

Del Debbio reagisce: “Perché siamo a parlare di una roba seria e i buffoni non hanno spazio da me”. Si torna, poi, a parlare dell’ultimo episodio a Milano, che ha visto cadere un ragazzo per mano di un poliziotto dopo che questi si era visto puntare contro una pistola, scoprendo solo dopo che fosse a salve. Cruciani difende l’agente: “Non si può dettare legge, oltre che nella strada, anche alla polizia su come si fa quel mestiere lì. Quel poliziotto ha sparato, perché ha visto una pistola e uno non la porta per giocare di solito. Non è facile riconoscere una pistola a salve da una vera, il poliziotto spara perché era in pericolo con le persone che c'erano intorno. Non solo ha fatto bene, ma a mio parere è una follia che venga indagato e dovrebbe essere secondo me premiato. Non auguro la morte a nessuno, ma se uno esce con la pistola e con delle dosi di cocaina, eroina, hashish, ketamina etc., si assume il rischio del fatto che gira per il bosco di Rogoredo. Non capisco perché difendete l'indifendibile”.