(Adnkronos) - Pinocchia diventera' una cantante rock, truffata e abbandonata dagli impresari sotto mentite spoglie della coppia Gatto/Volpe. La ragazza/burattina tornera' da un Geppetto ormai disperato e solo. I colpi di scena non mancano soprattutto quando lo spettatore scoprira' che Pinocchia non e' l'unico personaggio artificiale della storia, sempre accompagnata dal perno centrale della bugia, condimento imprescindibile di qualsiasi azione o sentimento, seppur nobile o sincero. "L'opera di Benni -dice la regista Monia Manzo- e' sempre stata una pietra miliare della letteratura contemporanea italiana per il suo caratteristico stile linguistico e le sue storie sono una commistione vincente tra cruda realta' e un onirico mondo parallelo composto da esseri zoomorfi e immaginari. In questo scenario letterario Pinocchia si inserisce come la pie'ce che da vita ad una donna-figlia-marionetta dalla cui potenza evocativa sono stata immediatamente attratta". "Questa robottina -prosegue la regista- incarna gli innumerevoli e confusi ruoli che una donna moderna spesso rappresenta con cinica consapevolezza mentre in altri casi senza nessuna coscienza o possibilita' di poter scegliere la propria vita a causa di un disagio per lo piu' socio-culturale. Nel virtuosismo linguistico si cela il pensiero veloce e allusivo di un autore che precorre i tempi e non finisce mai di stupirci. I personaggi collodiani vengono trasformati e trasfigurati in maniera funzionale grazie ad una drammaturgia che Stefano Benni rende ricchissima di sfumature sociali, dal rapporto uomo maturo/giovane donna, al corrotto e illusorio mondo dello spettacolo, passando per la solitudine dell'uomo".




