Roma, 23 apr. (Adnkronos) - Il 15 maggio prossimo, va in scena al Teatro India di Roma 'Una Cena Armena, di Paola Ponti, con la consulenza di Sonya Orfalian, figlia della diaspora armena. La messa in secana vuole essere un tributo al cosiddetto 'Genocidio Armeno, del quale ricorre domani il 96esimo anniversario, lo sterminio di un milione e cinquecentomila armeni, cominciato dal governo dei Giovani Turchi nel 1915 e che ha provocato la grande diaspora del popolo armeno, mai riconosciuto dai governi succedutisi fino ad oggi in Turchia. Lo spettacolo, diretto da Danilo Nigrelli che, insieme con la giovane Rosa Diletta Rossi, ne e' anche interprete, senza false indignazioni e senza mai essere didattico, sviluppa un vero e proprio scontro generazionale tra i due protagonisti, attraverso gli occhi delle loro due generazioni a confronto e le rispettive tradizioni culinarie. Trascorsa la sua infanzia come rifugiata in Libia, dagli anni Settanta, dopo il colpo di Stato di Gheddafi, Sonya Orfalian ha trovato asilo in Italia, dove ha coltivato la ricerca attorno alle proprie radici culturali e ha scritto il testo da cui lo spettacolo attinge e a cui si mescola, "La Cucina d'Armenia", che custodisce, insieme alle oltre centotrenta ricette, le radici di una intera cultura. Attraverso gli ingredienti della tradizione, che permettono all'autrice la ricostruzione della vita quotidiana in terra d'Armenia, prende forma il passato del padre, armeno palestinese, rifugiato in terra di Libia e vissuto senza avere mai avuto una cittadinanza, ne' un passaporto, ma solo un lasciapassare verde con la scritta "Palestinian Refugee in Libya".



