Roma, 23 set. (Adnkronos/Ign) - Gino Bartali, leggenda del ciclismo italiano, è stato dichiarato 'Giusto tra le nazioni' da Yad Vashem, il memoriale ufficiale israeliano delle vittime dell'Olocausto. Lo ha annunciato tramiteTwitter Yad Vashem. Il riconoscimento 'Giusto tra le nazioni' va a coloro che hanno rischiato la loro vita per salvare gli ebrei durante le persecuzioni naziste. "Bartali, un devoto cattolico, durante l'occupazione tedesca in Italia faceva parte di una rete di salvataggio guidata dal rabbino Nathan Cassuto di Firenze insieme all'arcivescovo di Firenze, cardinale Elia Angelo Dalla Costa, precedentemente riconosciuto 'Giusto tra le nazioni"', si legge nelle motivazioni rese note da Yad Vashem. "Questa rete ebraico-cristiana, messa in piedi a seguito dell'occupazione nazista dell'Italia e con l'inizio delle deportazioni, salvò centinaia di ebrei locali e rifugiati dai territori prima sotto controllo italiano, principalmente Francia e Yugoslavia". Bartali, in particolare, "agì come corriere per la rete, nascondendo nella sua bicicletta falsi documenti e carte e trasportandoli attraverso le città con il pretesto degli allenamenti. Rischiando consapevolmente la propria vita per salvare gli ebrei, Bartali trasferì documenti falsi a vari contatti, fra cui il rabbino Cassuto". Yad Vashem rende infine noto che in onore del campione italiano del ciclismo si terrà una cerimonia in Italia in una data ancora da definire. "Il riconoscimento attribuito a Gino Bartali di Giusto tra le nazioni rappresenta un onore per il nostro Paese" afferma in una nota Graziano Delrio, ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie con delega allo Sport. "I mondiali di ciclismo a Firenze, proprio nella sua terra - aggiunge Delrio - sono il miglior modo per ricordare un campione di sport e di vita come Gino Bartali". "Sono soddisfatto per questo riconoscimento, purtroppo tardivo. Ma è davvero meritato - commenta all'Adnkronos il Rabbino Capo di Roma, Riccardo Di Segni - Una bella pagina che unisce lo sport alla Resistenza". "Grato al popolo di Israele, allo stato di Israele per questo riconoscimento" è il sindaco di Firenze, Matteo Renzi. "Questo riconoscimento per Gino Bartali è il segno che per essere un campione bisogna avere non solo tanto fiato nei polmoni ma anche un cuore grande. Per essere un grande campione - aggiunge Renzi - bisogna essere anche un grande uomo". Per il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, la decisione dello Yad Vashem è "un riconoscimento che premia il coraggio civile di uno dei più grandi uomini di sport della storia italiana. Un riconoscimento di cui la Toscana dev'essere orgogliosa, ma che fa bene a tutto lo sport, in tempi in cui è più facile che lo sport sia collegato ai cori razzisti degli stadi". "Sono storie come quella di Gino Bartali che ci aiutano a tenere viva la memoria e a trasmetterla alle nuove generazioni, insegnando loro i valori della solidarietà e dell'impegno - rimarca Rossi - Allo stesso tempo Bartali ci insegna che per essere davvero campioni nello sport bisogna essere anche campioni nella vita". "Gino Bartali credeva alla forza dell'umanità e alla fratellanza tra gli uomini - sottolinea all'Adnkronos Enzio Volli, tra i massimi esperti internazionali di diritto marittimo e rappresentante della Comunità ebraica triestina - Da cattolico, ha saputo difendere gli ebrei: pedalava insieme alla libertà, per difendere i diritti dell'uomo". Volli, Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d'Italia, rimarca: "Bartali ha rischiato la sua vita per gli altri. E' una bella storia di umanità da indicare ai giovani...".




