Dalla corsa allo scudetto, passando per la Var, fino alla sentenza Figc: è un Beppe Marotta a ruota libera quello che sta parlando a margine del premio letterario Antonio Ghirelli a Torino. "Ben venga la tecnologia e la Var. Ma c'è un protocollo, da rendere più armonico. Auspico un confronto ancora più frequente con la struttura Aia per superare l'esame. La Var" ha affermato l'amministratore delegato della Juventus, "porta a un calcio diverso, che abbandona quella sorta di romanticismo. E ha ancora delle lacune: ad esempio è normale riconoscere che il gol di Mandzukic domenica a Bergamo fosse da annullare, ma c'è la domanda legittima sul presunto fallo da rigore su Higuain al 94'. La Var potrebbe intervenire anche per tacitare eventuali spunti di nervosismo". Quanto alla corsa scudetto Marotta non commenta il primo posto in classifica del Napoli e si limita a dire che come negli anni passati il club partenopeo fa paura. Come Inter, Roma, Milan". Per il dirigente bianconero, "siamo in una fase interlocutoria e l'annata della Juventus è in linea con le precedenti. Il Milan? Quando si cambia c'è un bonus di adattamento che è necessario dare. Hanno fatto tanti investimenti, ma bisogna aspettare per dare una lettura migliore". Infine, c'è spazio anche per commentare la recente sentenza del tribunale Figc che ha condannato il presidente del club, Andrea Agnelli, a 12 mesi di inibizione. "La società" spiega l'ad, "come sapete, ha presentato ricorso: significa che riteniamo ingiusta la sentenza. Ci sono degli atti in corso, il procedimento penale ha affermato che la Juventus non c'entra nulla e i rapporti con la 'ndrangheta sono assolutamente lontani da noi".




