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Formula 1

Ferrari, un flop iniziato con la drammatica scomparsa di Sergio Marchionne

8 Ottobre 2018

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Ferrari, un flop iniziato con la drammatica scomparsa di Sergio Marchionne

Una roba di una tristezza che non si può neanche guardare. Un'agonia automobilistica come se ne sono viste poche, quella delle Ferrari nel Mondiale di Formula 1. Da quel "maledetto" weekend di Monza in cui le speranze di Mondiale erano tornate più che tangibili per svanire dopo appena quale giro del Gp d'Italia, alle Rosse non ne è andata dritta una.

Prima la "cacciata" di Raikkonen, comunicata in un momento "chiave" del mercato in cui sarebbe stato meglio tacere e spronare così il finlandese al massimo rendimento nella speranza di un rinnovo. Poi gli errori di Vettel e quelli della scuderia, culminati nella drammatica scelta di gomme sbagliate nel turno decisivo di qualifiche a Suzuka. Mentre dall'altra parte Hamilton e le Mercedes miglioravano di Gp in Gp fino a raggiungere la perfezione.

Ora il Corriere della Sera rivela spaccature tra i manager di Maranello, con le due fazioni del team principal Maurizio Arrivabene e del Responsabile tecnico Mattia Binotto. In mezzo un Vettel sempre più confuso, che ha aggiunto un altro orrore alla sua ormai lunga collezione di cavolate in pista, vanificando a Suzuka una partenza eccezionale che lo aveva portato dalla ottava alla quarta posizione con un attacco scellerato a Max Verstappen dopo l'uscita della safety car.

Per il Corriere, tutto ha origine nella tragedia di questa estate di Sergio Marchionne, venuto a mancare improvvisamente a fine luglio. Lui che si faceva vedere persino ai GP di tanto in tanto, era il custode degli equilibri interni alla scuderia. E quello che prendeva le decisioni importanti. Quando è venuto a mancare, scrive sempre il Corsera, il meccanismo per un po' ha retto, poi è imploso. Ora i rapporti tra Arrivabene e Binotto sarebbero ai minimi termini, come ha dimostrato il modo in cui, sabato, il Team principal ha scaricato sull'area tecnica il flop delle gomme in qualifica a Suzuka.

Per ora, il presidente e primo azionista della ferrari, John Elkann, resta silente. Ma l'impressione è che a fine stagione voleranno gli stracci. E forse non solo quelli.

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Commenti all'articolo

  • fratto

    11 Ottobre 2018 - 12:12

    Più che silente ha spagliato anche lui se ha dato l'annuncio del licenziamento a quel punto del campionato e ha sbagliato se non ha preso le redini della scuderia mantenendo l'equilibrio e il senno che gli dava Marchionne. Tra l'altro la macchina si diceva fosse superiore alla Mercedes quindi non è vero che i tenici italiani sono meno bravi ma se sbagliano tim e pilota..

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  • Skyler

    08 Ottobre 2018 - 20:08

    Dovete andare tutti a fanculo, piloti compresi! Un bel repulisti e vai avanti........

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