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Luis Enrique torna ct della Spagna dopo la morte della figlia e scarica il suo vice: "Perché l'ho cacciato"

Giulio Bucchi
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Caos nella Nazionale spagnola. Luis Enrique torna ct e attacca in conferenza stampa il suo vice, Robert Moreno, che ne aveva preso il posto sulla panchina delle Furie rosse dopo lo stop causato dalla drammatica morte per malattia della figlia Xana, 9 anni appena. Nei giorni scorsi, dopo che la Federazione spagnola aveva richiamato a sorpresa l'ex tecnico del Barcellona vincitore della Champions League 2015, Moreno aveva attaccato i dirigenti perché sostituito senza preavviso ribadendo però la sua vicinanza all'amico Luis Enrique. Che invece, ora, ribalta il quadro nel modo più diretto e brutale: davanti ai giornalisti e alle telecamere.  "Questo è un giorno speciale per me e per la mia famiglia: torno a casa, alla Nazionale, per portare a termine un progetto iniziato - ha spiegato il 49enne asturiano, che da calciatore ha giocato e vinto praticamente tutto con Real Madrid e Barça -. So che l'attenzione mediatica per questo mio ritorno e focalizzata su ciò che è successo in questi mesi. Sono un tipo che rifugge dalle polemiche ma sono obbligato a trattare una polemica generata da una persona che ha lavorato con me per tanti anni. L'unico responsabile del fatto che Robert Moreno oggi non sia qui con noi sono io. Nessun altro". "È ambizioso, lo capisco e va apprezzato per questo - ha proseguito -. Però per me il suo comportamento è sleale, io non farei mai una cosa del genere e non voglio nessuno così nel mio staff, l'ambizione smisurata per me non è una virtù ma un grande difetto. Capisco la posizione di Robert ma non la condivido. Chiusa parentesi". "Il 12 settembre ho avuto un incontro con Robert, a casa mia. Parliamo per 20-30 minuti e percepisco la sua voglia di dirigere la nazionale all'Europeo, per poi tornare a farmi da vice dopo il torneo. La cosa non mi sorprende, l'avevo intuito per ciò che era successo nelle settimane precedenti - conclude l'ex allenatore della Roma -. In quel momento gli dico che non sarà mai più il mio secondo, che non sarà mai parte di un mio staff. Aggiungo che sto bene e che voglio tornare, non so quando, ma che ho voglia di tornare. Finisce la riunione in maniera cordiale, chiamo tutti gli altri dello staff, volevo che conoscessero da me la mia opinione". 

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