Genova, 21 giu. - (Adnkronos) - Poca collaborazione da parte dei giocatori del Genoa. E' quanto hanno riscontrato gli inquirenti impegnati nelle indagini sui disordini avvenuti il 22 aprile allo stadio genovese di Marassi, in occasione della partita Genoa-Siena. Il questore e il responsabile della Digos di Genova, Massimo Mazza e Diego Parente, illustrando i provvedimenti (sette arresti domiciliari e tre obblighi di dimora) presi nei confronti degli ultras considerati i maggiori responsabili delle violenze commesse quella sera, hanno detto di avere riscontrato nei calciatori un atteggiamento poco collaborativo dovuto probabilmente a timori causati da episodi del passato. Parlando dell'irruzione di alcuni ultras nello spogliatoio del Genoa avvenuta alcune settimane prima della partita con il Siena, Mazza e Parente hanno rilevato che la societa' non aveva sporto denuncia. In quell'occasione era presente nello spogliatoio anche un dirigente del Genoa. "Se certi comportamenti non vengono denunciati - ha dichiarato Mazza - questo favorisce certi episodi". Il questore ha parlato di "scarsa chiarezza" del Genoa a proposito degli ultras violenti. I tifosi sottoposti agli arresti domiciliari sono Piermarco Pelizzari, Mario Demontis, Fabrizio Fileni, Nicolo' Garibotto, Sadok Akkari, Silvio Canepa. Un settimo, Ivano Benigli, e' ancora ricercato. La misura dell'obbligo di dimora e' stata i applicata nei confronti di Massimiliano Leonardi, Giudo Morso e Nicolo' Castelletta. I dieci, secondo gli investigatori, hanno svolto un ruolo di primo piano nei disordini, commettendo violenze fisiche e psicologiche, scavalcando per primi la recinzione e costringendo i calciatori a togliersi la maglia. Devono rispondere di reati che vanno dalla violenza privata alla resistenza a pubblico ufficiale, alle lesioni, al superamento indebito delle separazioni fra settori del plesso sportivo. L'ordine di togliere la maglia, hanno detto Mazza e Parente, e' venuto dai dirigenti del Genoa. Centoventi tifosi sono gia' stati destinatari di provvedimenti di daspo emessi dal questore, 17 dei quali con le prescrizioni dell'obbligo di firma. Mazza ha precisato che a preoccupare non e' la tifoseria del Genoa ma alcune frange violente, presenti nella tifoseria genoana come nelle altre.




