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Stefano Domenicali Ceo della F1, Benny Casadei Lucchi: "La Ferrari perde anche vincendo, nessuna illusione"

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"Si può perdere anche vincendo". La nomina di Stefano Domenicali a presidente Ceo della Formula 1 ha rallegrato molti dalle parti della Ferrari. A torto. Benny Casadei Lucchi, decano dei giornalisti italiani specializzati di motori, gela le speranze della Rossa: il nuovo Bernie Ecclestone non avrà favoritismi per il team in cui è cresciuto, tutt'altro. 
 

 

 

Il 55enne Domenicali è sì "un ex ferrarista rimasto tale nell'animo benché, dopo oltre vent' anni trascorsi a Maranello, abbia lavorato con successo per il gruppo Audi Volkswagen, rivitalizzandone il gioiello Lamborghini", scrive Casadei Lucchi sul Giornale. Ma proprio "su questo suo legame con la Rossa poggia purtroppo la vittoria perdente del Cavallino". perché "è sbagliata l'equazione ex ferrarista uguale occhio di riguardo verso via Abetone Inferiore 4, Maranello. Non sarà così". Soprattutto per la pasta di cui è fatto l'uomo e il professionista Domenicali; "la sua azienda, dal prossimo gennaio, sarà il Circus". E la Rossa, che pare volesse riportarlo a casa visto il caos degli ultimi mesi, "non ha colto l'occasione di avviare un cambio al proprio vertice tra il grande manager esperto di tabacco e multinazionali ma non di motori (l'amministratore delegato Louis Carey Camilleri, ndr) con l'uomo che, dentro, oltre alle corse aveva la Ferrari". Un altro smacco in una stagione maledetta.

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