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Europei 2021, saltano le partite in Italia? Ultimatum dell'Uefa, il nodo del pubblico: una lotta contro il tempo

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Si complica sempre di più la questione Europei 2020 (rimandati al 2021) per l'Italia. In seguito a una lunga riunione, l'Uefa ha annunciato i nomi delle otto città che hanno ottenuto il via libera per la partecipazione al campionato europeo di calcio. Roma non è tra queste otto, così come Monaco. Germania e Italia, avranno infatti tempo fino al 19 aprile per chiarire il numero di spettatori che potranno assistere alle gare che si svolgeranno all'Olimpico e all'Allianz Stadium. La competizione si giocherà infatti con il pubblico, lo ha deciso fermamente l'Uefa. 

 

 

Londra ha già garantito il 25% del pubblico nei propri stadi e spera di riuscire a conquistare le semifinali e le finali, che Boris Johnson ha proposto di giocare nella sua capitale. Budapest conta di avere lo stadio addirittura al completo. San Pietroburgo ha promesso il 50% degli spettatori, ma spera di incrementarli entro la fine di aprile. Amsterdam, Bucarest, Copenhagen e Glasgow hanno confermato una capienza tra il 25 e il 33 per cento. Roma invece non ha ancora promesso nulla, e l'Italia non sembra voler aprire nemmeno i campetti della parrocchia, figuriamoci gli stadi. Tra 9 giorni, il Comitato Esecutivo dell'Uefa si riunirà a Montreux per la decisione definitiva e per l'Italia si mette davvero male.

 

 

All'Olimpico, l'11 giugno si dovrebbe giocare la gara d'apertura dell'europeo tra Italia e Turchia e successivamente le altre due partite degli azzurri nel girone, oltre a un quarto di finale. Sarebbe una sconfitta per il paese, ha fatto sapere Gravina, che conttaterà nelle prossime ore il ministro della Salute Roberto Speranza. Il Corriere della Sera riporta che la delicatezza della situazione è tale, da dover richiedere con forte probabilità anche l'intervento di Mario Draghi. Germania e Italia si trovano sulla stessa barca: i primi hanno promesso il 25% del pubblico, senza avere però l'appoggio del governo. I secondi hanno invece incassato la disponibilità del governo, ma senza fornire i numeri. Il tempo stringe e l'organizzazione non sembra essere proprio essere un segno distintivo degli italiani, ma a quante pare nemmeno dei tedeschi. 

 

 

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