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Real Madrid-City, Ancelotti elimina Guardiola e Adani... Valanga di insulti in tempo reale

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Un criptico Daniele Adani commenta il clamoroso ribaltone del Real Madrid di Carlo Ancelotti contro il Manchester City di Guardiola e si attira una raffica di sfottò su Twitter. La notte di Champions League al Bernabeu è destinata a passare alla storia. Dopo il roboante 4-3 dell'andata, il City è in vantaggio 1-0 fino al 90'. Sembra fatta, ma Rodrygo in 90 secondi segna due volte e manda tutti ai supplementari, dove il solito Benzema si guadagna e trasforma il rigore del definitivo 3-1. E Ancelotti diventa recordman nel calcio europeo: unico allenatore ad aver centrato la finale per la quinta volta in carriera. 

 

 

 

"Risultato  giusto nella somma delle 2 partite, direi 13 a 7 per il City. Ma non si può battere chi trasforma l’acqua in vino", scrive Lele Adani su Twitter. Non chiarissimo, in effetti. C'è chi gli ricorda che lui e Cassano, "profeti del guardialismo", "non ne beccano mezza". E chi sottolinea come il gioco del calcio sia semplice: si vince con i gol, non con i tiri fatti o "ai punti". 

 

 

 

 

"Ci credevano in pochi. Chi ci credeva di più erano i giocatori - ha commentato commosso Ancelotti a botta calda -. In questo stadio basta una scintilla, è la magia di questo stadio e il senso di appartenenza dei giocatori a questo club. Poi ovviamente la qualità". "Allenare questa squadra da molte soddisfazioni -  ammette a Prime Calcio -. Modric? Ho preferito mettere i giocatori freschi, quando non c'è più tatticismo occorre energia, In questo tipo di partita non è tanto importante chi inizia la partita ma chi la finisce. Ai miei giocatori voglio un bene dell'anima, sono molto seri e professionali e meritano di giocare questa finale. Il Liverpool? É una grande avversario, sarà una finale bella ed incerta. Contenti di essere qui". E Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, scrive testuale nel suo editoriale: "Grazie, Carlo, di esistere e di essere così autentico, spontaneo, vero e vincente. La fortuna non c’entra più quando conquisti tutti i campionati che contano e ti guadagni il diritto di puntare alla quarta Champions della carriera. Unico sempre. Sincero anche nell’abbraccio".

 

 

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