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Milan, rumors su De Ketelaere: cosa c'è dietro al flop (e di cosa ha bisogno)

Fabrizio Biasin
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Rompono tutti le balle al belga con il ciuffo De Ketelaere: «È un bidone», «è un flop», «è una fregatura milionaria», «non c'entra nulla con gli altri», «mandiamolo in prestito», «gettiamolo nell'umido», varie ed eventuali. Ok, è vero, il ragazzo sembra un corpo estraneo, non sta mantenendo le promesse, pare un micetto disperso nella savana, si limita alla giocatina ma al primo contrasto si scioglie come ghiacciolo nel Sahara.

 

E quindi? Hanno ragione i detrattori? Calma. La verità è che costui si ritrova nel posto giusto e, soprattutto, è nelle mani giuste, quelle di mister Pioli. Lo dicono i fatti. Quanto ci ha messo Tonali per passare dall'essere un «inadatto» a diventare uno dei centrocampisti più forti della serie A? Ve lo diciamo noi: un anno.

Quanto ci ha messo Leao per completare la trasformazione da «ecco un altro Niang» a «come minimo vale 120 milioni?». Ve lo diciamo noi: più di un anno. Quanto ci ha messo Gabbia dall'essere «alternativa delle alternative» (ma c'è chi addirittura lo definiva «imbarazzante») a diventare credibile titolare in Champions (con tanto di gol)? Due anni buoni.

 

Ecco, noi non sappiamo quanto possa valere effettivamente De Ketelaere (che comunque i colpi ce li ha, si percepisce), ma mettiamo la mano sul fuoco su un fatto: Pioli - presto o tardi- lo porterà "al suo livello" come ha fatto con tutti (ma proprio tutti) gli altri.

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