La polemica

Francia, Deschamps fatto a pezzi: "Catastrofe, mai visto in 50 anni"

“Sono deluso, triste e arrabbiato. Era una finale alla nostra portata, contro un avversario meno forte”. Cristophe Dugarry è deluso e in un’intervista con L’Equipe non le ha mandate a dire contro Didier Deschamps, il c.t. della Nazionale francese che non è riuscito a portare la Coppa del Mondo nel Paese transalpino per la seconda volta di fila, dopo il successo nel 2018 contro la Croazia. Alla fine, ha avuto la meglio l’Argentina di Scaloni e Messi, nell’olimpo più alto del calcio dopo aver raggiunto l’unico titolo che mancava al suo palmare: quello mondiale. “Mi dispiace vedere che questa sconfitta viene analizzata solo attraverso le emozioni e lo scenario — dice ancora l’ex Milan —. C'è un'analisi da fare sulla partita e sugli ottanta minuti che sono tra i più catastrofici negli ultimi 50 anni, per di più in una finale”. 

 

 

Dugarry: “Vorrei Zidane c.t. della Francia”

E ancora: "Non nascondo che vorrei vedere qualcosa di diverso ora, vorrei Zizou sulla panchina — dice ancora Dugarry — il problema è che non possiamo mai parlare di calcio. Non lo facciamo quando vinciamo perché va tutto bene, ma quando perdi servono spiegazioni, serve un dibattito, almeno sulla preparazione della partita. Abbiamo fatto esplodere gli argentini in cinque minuti, come popcorn. Non abbiamo gestito bene il match ma è così da 10 anni: per Deschamps conta solo il risultato".

 

 

Dugarry: “Quanti insulti se avessimo giocato come nei regolamentari contro la Francia”

E ancora: ”Non oso nemmeno immaginare che insulti avremmo preso nel 1998 se avessimo fatto ottanta minuti così nella finale dei Mondiali. Saremmo stati devastati — dice ancora Dugarry — Ad un certo punto sarebbe bene parlare di calcio, e cercare di capire. Perché gli argentini li abbiamo fatti saltare in aria in cinque minuti come popcorn. Loro sono meno forti di noi, è stato un regalo giocare contro di loro”. Per poi concludere: “Non c'è stata una partita completamente gestita, ma ormai ci siamo abituati, da dodici anni (10 in realtà), fa parte dello stile Deschamps dove conta solo il risultato. Ma questi ottanta minuti sono il vero dibattito per gli appassionati di calcio e che amano la Francia. Anche nella decisione di prolungare o meno Deschamps: non dovremmo, prima, chiederci cosa sia successo?".