Cerca
Logo
Cerca
+

Charles De Ketelaere, "il miracolo è possibile": Milan, girano voci clamorose

Claudio Savelli
  • a
  • a
  • a

A Gian Piero Gasperini sarà sicuramente saltato in mente Josip Ilicic perché l’operazione rilancio - o meglio, lancio e bastaè simile. Tra le sue mani sta per arrivare Charles De Ketelaere, il giocatore più deludente della scorsa serie A in relazione alle qualità, al costo e alla promessa di grandezza. Non è la prima volta che un trequartista “triste” sceglie l’oasi di Bergamo per trovare la felicità. Ilicic è un caso, ma anche i vari Miranchuk, Boga, Muriel, Papu Gomez hanno fatto lo stesso. Non è sempre andata per il verso giusto, ma vale ancora la pena sottoporsi alla cura-Gasp.

A Bergamo, De Ketelaere può trovare l’ambiente giusto per rasserenarsi e scrollarsi di dosso le tossine che si porta dietro dal primo giorno a Milano. Non avrà più il peso dei soldi pagati dal club per il suo cartellino, arrivando in prestito con diritto di riscatto, né i mormorii di un pubblico giustamente esigente come quello rossonero.

Certo, non che l’Atalanta sia una squadretta, gioca l’Europa League e servono gli attributi anche lì, ma i bergamaschi sono abituati alle storie di redenzione di cui sopra e a concedere il beneficio del dubbio ai talenti. Sanno che, in caso di successo, si ritroveranno un nuovo calciatore di qualità in rosa. Sono anche abituati agli scarti del Milan che si trasformano in ottimi giocatori.

È già successo con Petagna, Cristante e Pasalic: i primi due sono stati prelevati da giovani per pochi euro e rivenduti in età matura per oltre 20 milioni, il terzo è ancora in rosa con un ruolo da protagonista (due anni fa ha chiuso con 14 gol e 9 assist). 

 

GIOCATORI OFFENSIVI
I meccanismi della Dea sono decodificati e consentono ai calciatori di medio livello di togliersi qualche pensiero di troppo. In sostanza aiutano i talenti non ancora del tutto compiuti dal punto di vista tattico e psicologico. Inoltre Gasp cerca di esaltare i giocatori offensivi, gli attaccanti, i trequartisti, gli esterni e i centrocampisti, che nell’Atalanta diventano box-to-box a tutto campo e tra questi vi rientra De Ketelaere.

A Bergamo si predica un calcio verticale, dove si cerca di arrivare in porta senza troppi ricami. Per il 22enne belga, che tende a toccare il pallone una volta di troppo, può essere un’università perfetta per completarsi e allinearsi al calcio contemporaneo. Deve solo essere disponibile ad apprendere perché la verticalità ce l’ha già nel sangue, il problema semmai è la velocità con cui pensa e la convinzione con cui corre, contrasta e gioca.

QUESTIONE TATTICA
Di contro, se è vero che Gasperini amai giocatori oscuri e lavorare sul piano psicologico per trascinarli alla luce, in De Ketelaere troverà un esercizio perfetto. Sul piano tattico, il belga agirà da trequartista nel 3-4-1-2, dietro a Lookman e El Bilal Touré, o da esterno destro in caso di passaggio al 3-4-3, con Lookman decentrato sulla sinistra. In entrambi i casi sarà più a suo agio rispetto al 4-2-3-1 di Pioliche nel trequartista prevede un uomo d’assalto più che di rifinitura. Anche dal punto di vista economico, l’affare ha perfettamente senso. L’ingaggio è in linea con le possibilità della Dea (2 milioni netti) e infatti verrà interamente sostenuto. In più il belga arriverà in prestito a 3 milioni con diritto di riscatto fissato a 22, quindi si scommette sulla sua esplosione ma non si investe su di essa. 

Il costo di 25 milioni complessivi rientra nei 75 incassati da Hojlund, in più è un saldo di stagione, visto che è costato al Milan 35 solo un anno fa. Manca solo l’ok del giocatore, che sarebbe un folle a preferire Psv o Real Sociedad perché se al Milan non aveva più niente da dare - a proposito, con la cessione del simbolo dell’ultimo mercato, Cardinale archivia l’era Maldini-Massara -, dall’Atalanta può invece ricevere molto.

 

Dai blog